Vangelo 26 Dicembre Fra Stefano
Il 26 Dicembre, la liturgia ci offre una finestra di luce subito dopo la gioia esplosiva del Natale. Mentre ancora risuonano i canti di gloria e contempliamo il Bambino nella mangiatoia, la Chiesa ci invita a volgere lo sguardo a Santo Stefano, il primo martire. Potrebbe sembrare un brusco passaggio dalla dolcezza dell'Infanzia di Gesù alla violenza della sua Passione, ma in realtà è un legame profondo, una promessa mantenuta fin dal principio.
Il Vangelo del giorno, tratto dagli Atti degli Apostoli (6,8-10; 7,54-60), narra proprio il martirio di Stefano. Vediamo un uomo pieno di grazia e di potenza, capace di compiere grandi prodigi tra il popolo. La sua parola, intrisa di Spirito Santo, scompiglia e infastidisce i suoi oppositori. Non possono resistergli, perché la verità che proclama è più forte delle loro menzogne.
La Potenza della Testimonianza
La figura di Stefano ci interroga sulla nostra stessa capacità di testimoniare la fede. Non è richiesto a tutti noi di subire il martirio cruento, ma a tutti è chiesto di vivere coerentemente con il Vangelo. Essere testimoni significa rendere visibile la presenza di Cristo nella nostra vita, attraverso le parole, le azioni, le scelte quotidiane. Significa non aver paura di difendere la verità, anche quando essa è impopolare o scomoda.
Stefano, di fronte ai suoi accusatori, non rinnega la sua fede. Anzi, proclama con coraggio la sua visione di Gesù, il Messia promesso, il Figlio di Dio. La sua è una testimonianza che nasce dall'amore profondo per Cristo, un amore che lo rende invincibile anche di fronte alla morte.
Perdonare Come Cristo
Uno degli aspetti più toccanti del martirio di Stefano è la sua preghiera finale: "Signore Gesù, accogli il mio spirito" e "Signore, non imputare loro questo peccato". Queste parole riecheggiano quelle di Gesù sulla croce. Stefano, come il suo Maestro, perdona i suoi carnefici. Non nutre rancore, non cerca vendetta. Il suo cuore è pieno di amore, anche nel momento più terribile della sua vita.
Il perdono è una delle virtù più difficili da praticare, ma è anche una delle più potenti. Perdonare non significa dimenticare l'offesa subita, ma significa liberare il nostro cuore dal peso del risentimento e dell'odio. Significa scegliere di amare, anche chi ci ha fatto del male. L'esempio di Stefano ci incoraggia a perdonare chi ci offende, imitando così l'amore misericordioso di Cristo.
Il Significato per la Nostra Vita Quotidiana
Cosa significa tutto questo per noi, oggi? Come possiamo vivere la testimonianza di Stefano nella nostra vita quotidiana?
- Coraggio nella Fede: Non aver paura di mostrare la nostra fede, anche in un mondo che spesso sembra indifferente o ostile. Partecipare alla Messa domenicale, pregare quotidianamente, parlare di Gesù con gli altri, sono tutti modi per testimoniare la nostra fede con coraggio.
- Perdono Attivo: Sforziamoci di perdonare chi ci ha offeso. Non lasciamo che il rancore e l'odio avvelenino il nostro cuore. Chiediamo l'aiuto dello Spirito Santo per superare le nostre difficoltà e imparare a perdonare come Cristo.
- Servizio Disinteressato: Cerchiamo di imitare l'esempio di Stefano nel servizio ai più bisognosi. Dedichiamo del tempo e delle energie per aiutare chi è solo, malato, povero. Il nostro amore per il prossimo è la prova più concreta della nostra fede in Cristo.
- Difesa della Verità: Non taciamo di fronte all'ingiustizia e alla menzogna. Difendiamo la verità, anche quando ciò ci costa sacrificio. La verità è un valore fondamentale che dobbiamo proteggere e promuovere.
La festa di Santo Stefano ci ricorda che la vita cristiana non è un percorso facile, ma è un percorso di gioia e di amore. È un percorso che ci chiama a dare la nostra vita per Cristo, non necessariamente nel martirio cruento, ma nel martirio quotidiano della fedeltà, del perdono e del servizio.
Impariamo da Santo Stefano a vivere la nostra fede con coraggio e con amore, certi che la sua intercessione ci accompagnerà nel nostro cammino verso il Regno dei cieli.
