Jesus And The Man Born Blind
Ok, immagina questa scena. Sei a Gerusalemme, una giornata soleggiata come tante. C'è un tizio, seduto a terra, cieco dalla nascita. Proprio sfortunato, diciamocelo. La gente passa, forse gli lascia qualche spicciolo. Insomma, la solita routine.
Poi, ad un certo punto, chi passa? Niente meno che Gesù e i suoi discepoli. E qui inizia il bello.
I discepoli, ovviamente, da bravi pettegoli, non resistono. "Maestro," chiedono, "ma chi ha peccato? Questo tizio o i suoi genitori? Per far nascere uno così... ci dev'essere per forza qualcosa sotto!".
Ora, pensate alla faccia di Gesù. Immagino che si sia fatto una bella risata interiore. Perché la risposta è geniale. Dice, più o meno: "Nessuno ha peccato. Questo è successo perché si manifestino in lui le opere di Dio!".
Traduzione: non sempre le cose brutte succedono perché qualcuno ha fatto qualcosa di male. A volte, succedono e basta. E Dio può usare anche quelle situazioni per fare del bene. Un po' come quando ti cade il gelato e poi scopri che il cane randagio affamato vicino a te se lo sta divorando con gioia – una tragedia personale che diventa una festa per qualcun altro. Ok, forse l'esempio è un po' forzato, ma rende l'idea.
Ma la parte più strana deve ancora venire. Invece di guarire il cieco con una formula magica o un tocco miracoloso, Gesù sputa a terra. Sì, hai capito bene. Sputa. Poi fa un bel impasto di fango con la saliva e lo mette sugli occhi del poveretto.
Immaginate la scena! Il cieco, già di suo in una situazione non proprio invidiabile, si ritrova con del fango negli occhi fatto con... beh, con la saliva di qualcun altro! Che schifo!
E non è finita! Gesù gli dice: "Vai a lavarti nella piscina di Siloe". Siloe, che significa "Inviato". E qui c'è un bel gioco di parole, perché Gesù è l'Inviato del Padre. Quindi, il cieco deve andare a lavarsi in una piscina che si chiama "Inviato" per essere guarito da qualcuno che è l'Inviato.
Il cieco, senza fare troppe domande (forse perché non ci vedeva molto bene e non capiva cosa stava succedendo), obbedisce. Va alla piscina, si lava e... CI VEDE! Miracle! Un miracolo a dir poco bizzarro!
Ovviamente, qui inizia il caos. I vicini, che lo conoscevano da sempre come il mendicante cieco, non credono ai loro occhi. "Ma sei proprio tu? Impossibile!".
E lui, felice come una Pasqua, risponde: "Sì, sono io! Gesù mi ha guarito!".
Le Domande e le Polemiche
Qui iniziano i guai seri. I farisei, che all'epoca erano un po' come i controllori fiscali dell'anima, non sono contenti per niente. Anzi, sono furiosi. Perché Gesù ha fatto questo miracolo di Sabato, che secondo loro era vietato fare qualsiasi cosa, anche guarire un cieco! Che priorità, eh?
Interrogano il cieco più e più volte. Lo mettono sotto pressione. Cercano di farlo confessare di aver mentito. Ma lui, con una semplicità disarmante, continua a ripetere la stessa cosa: "Ero cieco, ora ci vedo. Fine della storia".
L'Espulsione
I farisei, ormai fuori di testa, decidono di interrogare i suoi genitori. Che, poveretti, hanno una paura matta di essere coinvolti. Quindi, per evitare problemi, scaricano la patata bollente sul figlio: "Chiedetelo a lui! È grande, sa difendersi!".
Alla fine, i farisei, frustrati e sconfitti, cacciano via il cieco guarito. Lo espellono dalla sinagoga. Un vero e proprio atto di bullismo religioso.
Ma la storia non finisce qui. Gesù, saputo quello che è successo, va a cercare il cieco. E gli rivela la sua vera identità: il Figlio di Dio.
Il cieco, senza esitare, crede in lui. E così, un uomo nato nelle tenebre, trova la luce non solo negli occhi, ma anche nel cuore.
Quindi, la prossima volta che ti senti giù di morale, ricordati di questa storia. Ricordati del fango negli occhi, della piscina di Siloe, e del potere incredibile della fede. E, soprattutto, ricordati che anche dalle situazioni più strane e improbabili, può nascere qualcosa di meraviglioso.
