Un Ordine Che Non Si Discute
Nel cammino della fede, incontriamo spesso espressioni che racchiudono significati profondi e che ci invitano a una riflessione interiore. Una di queste è "Un Ordine Che Non Si Discute". Potrebbe sembrare un'affermazione rigida, quasi autoritaria, ma se la osserviamo con gli occhi del cuore, possiamo scoprire una verità spirituale ricca di saggezza e di amore.
Quando parliamo di un ordine che non si discute, non intendiamo certamente un'imposizione cieca e irrazionale. Piuttosto, ci riferiamo a quell'ordine divino, a quella legge universale che regola l'armonia del creato. È l'ordine che vediamo nel ciclo delle stagioni, nel sorgere e tramontare del sole, nel battito del nostro cuore. È l'ordine che Dio ha impresso nel tessuto stesso dell'esistenza.
Questo ordine, che è fonte di equilibrio e di bellezza, non è sempre immediatamente comprensibile alla nostra mente limitata. A volte, ci troviamo di fronte a eventi che sembrano ingiusti, a sofferenze che ci mettono a dura prova. In questi momenti, è facile dubitare, mettere in discussione la bontà divina e ribellarsi contro ciò che non riusciamo a comprendere.
Ma è proprio in questi momenti che la fede ci invita a confidare, a fidarci di quell'ordine superiore che trascende la nostra comprensione.
"Abbiate fede in Dio",ci dice il Vangelo. Non significa accettare passivamente tutto ciò che accade, ma piuttosto riconoscere che, anche nel dolore e nella difficoltà, c'è un disegno più grande che si sta compiendo.
Trovare la Pace nell'Accettazione
Accettare l'ordine che non si discute non significa rinunciare alla nostra libertà o alla nostra capacità di agire. Al contrario, ci libera dall'ansia e dalla paura, permettendoci di vivere con maggiore serenità e consapevolezza. Quando smettiamo di lottare contro ciò che non possiamo cambiare, possiamo concentrare le nostre energie su ciò che possiamo fare per migliorare la nostra vita e quella degli altri.
San Francesco d'Assisi, un esempio luminoso di fede e di umiltà, comprese profondamente questo principio. Abbracciò la povertà e la semplicità, non come una rinuncia, ma come una scelta consapevole di allinearsi all'ordine divino. Trovò la gioia e la libertà nel lasciarsi guidare dalla volontà di Dio, senza opporre resistenza.
Questo non significa che non dobbiamo impegnarci per la giustizia e per alleviare la sofferenza nel mondo. Al contrario, la fede ci spinge ad agire, a prenderci cura dei più deboli e a combattere l'ingiustizia. Ma lo facciamo con la consapevolezza che non siamo noi i soli artefici del cambiamento. Confidiamo che Dio opera attraverso di noi, guidandoci e sostenendoci nel nostro cammino.
L'Ordine nel Quotidiano
Come possiamo applicare questo principio nella nostra vita di tutti i giorni? In molti modi. Innanzitutto, imparando a vivere nel presente, accettando le sfide e le gioie che ogni giorno ci offre. Non rimpiangendo il passato né temendo il futuro, ma confidando che Dio è con noi in ogni momento.
In secondo luogo, coltivando la gratitudine. Ringraziare per i doni che riceviamo, anche quelli più piccoli e apparentemente insignificanti. La gratitudine ci apre il cuore e ci permette di vedere la bellezza e l'abbondanza che ci circondano. Ci aiuta a riconoscere la mano di Dio in ogni aspetto della nostra vita.
Infine, praticando la pazienza e la perseveranza. I risultati non arrivano sempre immediatamente. A volte, dobbiamo affrontare delle difficoltà e superare degli ostacoli. Ma se rimaniamo fedeli alla nostra fede e continuiamo a impegnarci con amore e dedizione, alla fine vedremo i frutti del nostro lavoro.
"Un Ordine Che Non Si Discute" è un invito alla fiducia, alla serenità e alla speranza. È un promemoria che non siamo soli, che c'è un Dio che ci ama e che si prende cura di noi. È un incoraggiamento a vivere con maggiore consapevolezza e gratitudine, lasciandoci guidare dalla Sua volontà nel nostro cammino della fede.
Possiamo trovare conforto e ispirazione in Gesù Cristo, che ha accettato la volontà del Padre con amore e obbedienza, anche quando ciò significava soffrire e morire sulla croce. Il suo esempio ci mostra che l'accettazione non è segno di debolezza, ma di forza e di profonda fede.
Che la nostra fede in Dio, in questo Ordine che trascende la nostra comprensione, possa crescere giorno dopo giorno, illuminando il nostro cammino e riempiendo i nostri cuori di pace.
