Traduci Da Italiano In Latino
Fratelli e sorelle in Cristo, riflettiamo oggi sull'atto stesso di traslare parole da una lingua all'altra, nello specifico da quella di Dante, l'italiano, alla sacra lingua dei nostri padri, il latino. Non si tratta di un mero esercizio linguistico, ma di un'attività che riflette verità eterne, che risuona nelle Scritture e che può guidare il nostro cammino quotidiano con Dio.
Pensiamo alla Creazione. Dio, nel suo infinito ingegno, ha creato la diversità. Diversità di popoli, di culture, e inevitabilmente, di lingue. Ogni lingua, con la sua peculiarità, esprime una sfaccettatura unica della realtà, un modo specifico di percepire e nominare il creato. Tradurre, in questo contesto, non è altro che un ponte, un tentativo umile di colmare il divario tra queste diverse espressioni, per cogliere una verità più grande, più completa, che trascende i confini linguistici.
Ricordiamo l'episodio della Torre di Babele (Genesi 11:1-9). La superbia umana, l'ambizione smodata di raggiungere il cielo con una costruzione imponente, portò alla confusione delle lingue. Questo evento, spesso interpretato come una punizione, può essere visto anche come un monito: l'unità non deve essere imposta con la forza, ma ricercata nell'umiltà e nel rispetto della diversità. La traduzione, quindi, può essere un atto di riparazione, un tentativo di ricostruire un'unità perduta, non attraverso l'omologazione, ma attraverso la comprensione reciproca.
Quando ci impegniamo a tradurre dall'italiano in latino, non stiamo semplicemente sostituendo parole con altre parole. Stiamo cercando di trasfondere il significato, l'essenza, l'intenzione che si cela dietro le parole originali. Questo richiede un profondo rispetto per entrambe le lingue, per la loro storia, la loro cultura e la loro spiritualità. Il latino, in particolare, è la lingua che ha plasmato la nostra civiltà occidentale, la lingua della Chiesa, la lingua dei santi e dei dottori. È la lingua in cui sono state scritte le Sacre Scritture, in cui è stato formulato il dogma cristiano. Tradurre in latino significa attingere a questa ricchezza spirituale, entrare in comunione con una tradizione millenaria.
Il Messaggio che Trascende le Lingue
La Buona Novella del Vangelo non è confinata a una singola lingua. Gesù Cristo è il Logos, la Parola di Dio incarnata, che si manifesta in ogni tempo e in ogni luogo. Il suo messaggio di amore, di perdono e di salvezza è universale, trascende le barriere linguistiche e culturali. Tradurre le Scritture, tradurre i testi di preghiera, tradurre i pensieri dei Padri della Chiesa è un servizio prezioso, perché permette a un numero sempre maggiore di persone di accedere alla verità eterna.
Pensiamo a San Girolamo, il grande traduttore della Vulgata, la Bibbia in latino. La sua opera monumentale ha reso le Scritture accessibili a milioni di persone per secoli. San Girolamo ha dedicato la sua vita allo studio delle lingue originali, l'ebraico e il greco, per poter tradurre con la massima accuratezza e fedeltà la Parola di Dio. Il suo esempio ci ricorda l'importanza della diligenza, della precisione e della passione nel lavoro di traduzione.
Le Implicazioni per la Nostra Vita Quotidiana
Ma cosa significa tutto questo per noi, nel nostro cammino quotidiano con Dio? Come possiamo applicare le lezioni che derivano dall'atto di tradurre dall'italiano in latino alla nostra vita di fede?
In primo luogo, ci insegna l'importanza dell'ascolto. Per poter tradurre bene, dobbiamo prima ascoltare attentamente, cercare di capire a fondo il significato delle parole originali. Allo stesso modo, nella nostra vita spirituale, dobbiamo imparare ad ascoltare la voce di Dio, che ci parla attraverso la Scrittura, la preghiera, gli eventi della vita. Dobbiamo imparare a discernere la sua volontà, a comprendere il suo disegno per noi.
In secondo luogo, ci insegna l'importanza dell'umiltà. Tradurre è un atto di servizio, un tentativo di mettersi al servizio degli altri, per rendere loro accessibile una conoscenza, una verità. Non dobbiamo mai cedere alla superbia, alla presunzione di sapere tutto, di capire tutto. Dobbiamo sempre essere consapevoli dei nostri limiti, della nostra fallibilità, e chiedere l'aiuto di Dio.
In terzo luogo, ci insegna l'importanza della comunicazione. La traduzione è un atto di comunicazione, un tentativo di trasmettere un messaggio da una persona all'altra, da una cultura all'altra. Nella nostra vita di fede, siamo chiamati a comunicare il Vangelo, a testimoniare la nostra fede con la parola e con l'esempio. Dobbiamo imparare a parlare con chiarezza, con amore, con rispetto, per far conoscere a tutti la Buona Novella.
In quarto luogo, ci insegna l'importanza della pazienza. Tradurre è un lavoro lungo e laborioso, che richiede tempo, impegno e perseveranza. Non dobbiamo scoraggiarci di fronte alle difficoltà, agli ostacoli, alle frustrazioni. Dobbiamo continuare a lavorare con pazienza e determinazione, confidando nell'aiuto di Dio. Allo stesso modo, la crescita spirituale è un processo graduale, che richiede tempo e impegno costanti. Dobbiamo perseverare nella preghiera, nella lettura della Scrittura, nella pratica delle virtù, confidando nella grazia di Dio.
In conclusione, fratelli e sorelle, l'atto di tradurre dall'italiano in latino, apparentemente un'attività tecnica e specialistica, può illuminare il nostro cammino di fede. Ci ricorda l'importanza della diversità, dell'unità, dell'ascolto, dell'umiltà, della comunicazione e della pazienza. Possa lo Spirito Santo illuminare le nostre menti e guidare i nostri passi, affinché possiamo sempre essere fedeli al Vangelo e testimoni credibili dell'amore di Dio.
Ricordiamoci sempre delle parole del Signore:
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Matteo 28:19-20).Questo mandato universale richiede la comprensione, l'amore e, spesso, la traduzione, affinché ogni cuore possa udire la Parola di Dio nella lingua che più gli risuona.
Che la benedizione del Padre Onnipotente, del Figlio Redentore e dello Spirito Santo Consolatore discenda su di noi e rimanga sempre. Amen.
