Testo In Latino Salve Regina
Salve, Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza, speranza nostra, salve. Ad te clamamus, exsules filii Hevae. Ad te suspiramus, gementes et flentes in hac lacrimarum valle. Eia ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte. Et Iesum, benedictum fructum ventris tui, nobis post hoc exsilium ostende. O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.
Queste parole, intessute di una lingua antica eppure sempre nuova, risuonano nel cuore di chi crede come un eco profondo, un richiamo alla Madre, rifugio sicuro nel peregrinare terreno. Le sillabe latine, cariche di secoli di preghiera, vibrano nell'anima, aprendo un varco verso una dimensione di grazia e di pace.
"Salve, Regina, madre di misericordia". Un saluto, un'invocazione, un riconoscimento. In queste poche parole, si racchiude l'essenza del nostro rapporto con Maria. La riconosciamo come Regina, non in senso terreno e pomposo, ma come Colei che, umile serva del Signore, è stata elevata al di sopra di tutte le creature. Madre di misericordia, fonte inesauribile di perdono e di compassione.
Sentiamo la sua presenza materna, un abbraccio caldo e accogliente che ci avvolge nei momenti di difficoltà e di smarrimento. La sua misericordia non è un semplice atto di clemenza, ma una profonda comprensione del nostro dolore, una vicinanza affettuosa che ci solleva dalla disperazione e ci infonde speranza.
"Vita, dolcezza, speranza nostra, salve". Maria è la vita perché, accogliendo nel suo grembo il Verbo Incarnato, ha dato inizio alla nostra redenzione. È la dolcezza perché il suo amore materno lenisce le nostre ferite interiori e ci conforta nelle tribolazioni. È la speranza perché ci indica la via verso il Cielo, verso la beatitudine eterna.
Ci rivolgiamo a Lei, "esuli figli di Eva", consapevoli della nostra fragilità e del nostro peccato. Sentiamo il peso della nostra condizione umana, il dolore e la sofferenza che ci accompagnano in questa "lacrimarum valle". Ma non ci scoraggiamo, perché sappiamo che Maria è al nostro fianco, pronta ad intercedere per noi presso il suo Figlio.
"Ad te suspiramus, gementes et flentes in hac lacrimarum valle". In queste parole si esprime la nostra umanità sofferente, il nostro bisogno di conforto e di consolazione. Riconosciamo la nostra vulnerabilità, la nostra incapacità di superare da soli le difficoltà della vita. Ci affidiamo a Maria con umiltà e fiducia, sapendo che Lei ascolta le nostre preghiere e le presenta a Dio.
"Eia ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte". La invochiamo come nostra avvocata, mediatrice tra noi e Dio. Chiediamo il suo sguardo misericordioso, uno sguardo che penetra nel profondo del nostro cuore e che ci infonde coraggio e speranza. Un semplice sguardo può trasformare la nostra esistenza, illuminando le nostre tenebre e guidandoci verso la luce.
"Et Iesum, benedictum fructum ventris tui, nobis post hoc exsilium ostende". La preghiera culmina nella richiesta di poter contemplare il volto di Gesù, il frutto benedetto del suo grembo. Desideriamo ardentemente la sua presenza, la sua grazia, la sua pace. Aspiriamo al giorno in cui, terminato il nostro esilio terreno, potremo finalmente goderLo nella gloria eterna. Gesù è la meta del nostro cammino, la fonte della nostra gioia, il compimento delle nostre aspirazioni.
"O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria". Un'ultima invocazione, un'esclamazione di amore e di gratitudine. Riconosciamo in Maria la clemenza, la pietà e la dolcezza, virtù che la rendono simile a Dio e che ci attraggono a Lei con irresistibile forza. La sua figura materna ci guida, ci protegge, ci consola, ci conduce verso il cuore di Cristo.
Recitando il Salve Regina, non ci limitiamo a pronunciare delle parole, ma ci immergiamo in un dialogo intimo e profondo con la Madre di Dio. Ci apriamo alla sua grazia, ci lasciamo trasformare dal suo amore, ci impegniamo a vivere secondo il Vangelo, sull'esempio di umiltà, gratitudine e compassione che Lei ci ha dato. Che la sua intercessione ci ottenga la forza di perseverare nella fede, di sperare contro ogni speranza, di amare Dio e il prossimo con tutto il nostro cuore. E così, attraverso di Lei, giungeremo un giorno alla visione beatifica del volto di Suo Figlio, Gesù Cristo, nostro Signore.
