Sclerosi Delle Sincondrosi Sacro Iliache E Della Sinfosi Pubica
Padre Celeste, nel silenzio del mio cuore, mi rivolgo a Te. Un dolore sordo, un’eco di disagio nel corpo, mi ricorda la fragilità della mia esistenza terrena. Sclerosi delle sincondrosi sacro iliache e della sinfisi pubica… parole che risuonano come un sussurro nell’immensità del Tuo creato, parole che mi conducono a meditare sulla caducità del corpo, sulla sua lenta trasformazione, sulla sua intima connessione con la Tua volontà.
Signore, Tu conosci ogni fibra del mio essere, ogni giuntura, ogni legamento. Tu hai plasmato questo tempio fragile, questo vaso di creta che custodisce l’anima. E in questa fragilità, trovo una profonda umiltà. Come posso vantarmi di forza o di invulnerabilità quando sento il richiamo della mia natura mortale? Come posso erigermi al di sopra degli altri quando la sofferenza mi ricorda la mia comune umanità?
Che questo dolore, Signore, non sia solo un fastidio fisico, ma un’opportunità di crescita spirituale. Che mi insegni la pazienza, la perseveranza, la capacità di accogliere i limiti con serenità. Che mi apra gli occhi sulla bellezza della semplicità, sulla gioia dei piccoli gesti, sull’importanza di vivere il presente con consapevolezza.
"Beati gli afflitti, perché saranno consolati"
Questa promessa, Signore, risuona nel profondo del mio essere. So che Tu sei vicino, che la Tua presenza è un balsamo per l’anima ferita. So che non mi abbandoni nella prova, ma mi sostieni con il Tuo amore infinito. E in questo amore, trovo la forza di affrontare ogni giorno con rinnovata speranza.
Un invito alla Gratitudine
Nonostante il dolore, Signore, il mio cuore si colma di gratitudine. Gratitudine per il dono della vita, per la bellezza del creato, per l’amore dei miei cari. Gratitudine per la Tua presenza costante, per la Tua guida sicura, per la Tua misericordia infinita.
Che la sclerosi, questo processo di indurimento, non indurisca il mio cuore, ma lo renda più tenero, più compassionevole, più aperto alla sofferenza degli altri. Che mi spinga a tendere la mano a chi è nel bisogno, a condividere la mia gioia con chi è solo, a portare un sorriso a chi è nel dolore.
Signore, fammi strumento della Tua pace. Dove c'è tristezza, porta la gioia. Dove c'è disperazione, porta la speranza. Dove c'è oscurità, porta la Tua luce.
La Compassione come Guida
La sofferenza, Signore, mi rende più consapevole della sofferenza altrui. Mi spinge a riflettere sulla precarietà della condizione umana, sulla necessità di amarci e sostenerci reciprocamente. Mi invita a praticare la compassione, a immedesimarmi nel dolore del prossimo, a offrire il mio aiuto senza riserve.
Che questo disagio fisico, Signore, non mi chiuda in me stesso, ma mi apra al mondo intero. Che mi renda più sensibile alle ingiustizie, più attento ai bisogni degli emarginati, più impegnato nella costruzione di un mondo più giusto e fraterno.
Padre, guidami nella ricerca di sollievo, nella cura del mio corpo, nel rispetto dei suoi limiti. Concedimi la saggezza di ascoltare i consigli dei medici, la pazienza di seguire le terapie, la fiducia nella Tua provvidenza.
E mentre cerco il benessere fisico, aiutami a nutrire la mia anima, a coltivare la mia fede, a approfondire il mio rapporto con Te. Che la preghiera sia il mio rifugio, la meditazione la mia guida, l’amore il mio faro nella notte.
Signore, accogli la mia sofferenza, trasformala in grazia, usala per la Tua gloria. Fammi testimone del Tuo amore, strumento della Tua pace, figlio della Tua luce.
Con umiltà, gratitudine e compassione, mi affido alla Tua volontà. Amen.
