Preghiere Della Sera Prima Di Dormire
Ammettiamolo, parliamoci chiaro. Le preghiere della sera prima di dormire. Ecco, l'ho detto. Ho osato pronunciare quelle parole. E già sento i sussurri, le sopracciglia inarcate, forse anche qualche segno della croce preventivo. Ma io, nel mio piccolo, devo confessare una cosa.
Io e le preghiere serali? Rapporto complicato. Diciamo che siamo amici... a intermittenza. Tipo l'amicizia con quell'amico d'infanzia che vedi solo una volta ogni cinque anni, ma quando vi incontrate è come se vi foste lasciati il giorno prima. Ecco, così.
L'arte di procrastinare la preghiera (e perché lo facciamo)
Perché, diciamocelo, quante volte vi siete ritrovati a rimandare? "Dopo questa serie...". "Dopo aver scrollato Instagram per *soli* cinque minuti...". "Dopo aver controllato che la porta sia chiusa... per la quarta volta!". E alla fine, crollate nel letto, esausti, con la mezza intenzione di recitare un "Padre Nostro" mentale, che si trasforma in un ronzio indistinto mentre vi addormentate.
E poi, ammettiamolo, ci sono quelle preghiere che diventano un elenco della spesa. "Signore, ricordati di far superare l'esame a mio cugino. E già che ci sei, fai trovare un lavoro decente a Maria. Ah, e non dimenticarti di far smettere di russare al mio vicino di casa!". Praticamente, una to-do list divina.
Quando la stanchezza vince sulla devozione
Ma la verità è che, spesso, siamo semplicemente stanchi. L'intera giornata è stata una maratona di impegni, scadenze, e persone che richiedono la nostra attenzione. L'unica cosa che desideriamo è spegnere il cervello e precipitare nel mondo dei sogni. E in quel momento, la preghiera serale sembra un ostacolo in più, un ultimo sforzo prima di poter finalmente cedere alla dolcezza del sonno.
E qui, cari lettori, arriva la mia opinione (forse) impopolare. Non è forse meglio, a volte, un semplice, sincero "grazie" detto col cuore, piuttosto che una recita meccanica di parole svuotate di significato? Non è forse più importante cercare un momento di silenzio interiore, di gratitudine per le piccole cose della giornata, piuttosto che un lungo elenco di richieste?
Personalmente, preferisco una preghiera breve, sentita, magari anche improvvisata, piuttosto che un rosario recitato a memoria mentre la mia mente vaga tra i pensieri più disparati.
E magari, a volte, anche il silenzio può essere una forma di preghiera. Un momento di connessione con qualcosa di più grande di noi stessi, senza bisogno di parole, senza formule prestabilite. Un semplice respiro profondo, la consapevolezza di essere qui, ora, grati per il dono della vita.
Non sto dicendo che le preghiere della sera siano inutili, fraintendimi. Anzi, per molti sono un conforto, un rituale rassicurante. Ma forse, dovremmo smetterla di sentirci in colpa se, di tanto in tanto, la stanchezza vince sulla devozione. Forse, dovremmo semplicemente ricordarci che l'importante è avere un cuore aperto e sincero, anche quando siamo troppo stanchi per dire una sola parola.
E voi? Che ne pensate? Siete team preghiera serale obbligatoria o team "un 'grazie' e buonanotte"? Confessatevi!
