Preghiera Signora Di Tutti I Popoli
Allora, parliamoci chiaro, amici. C'è una preghiera che, diciamocelo, è diventata un po' mainstream. La preghiera alla Signora di Tutti i Popoli. Sì, proprio quella.
Non fraintendetemi! Rispetto chi la recita. Anzi, forse la recita pure la zia. Ma... non so voi, ma a me fa un certo effetto sentirla ovunque. Un po' come la pubblicità del detersivo che ti perseguita pure nei sogni.
Un'opinione Impopolare? Forse...
Sarò l'unico a pensare che a volte, troppa "devozione social" rischia di sminuire il significato? Un po' come quando posti una foto al tramonto con la didascalia "La vita è bella!" e poi torni a litigare con il vicino per il posto auto.
La Preghiera Che Non Ti Aspetti
Capiamoci, la Madonna di Amsterdam ha un suo fascino. Un po' mistico, un po' vintage. Ma forse, dico forse, abbiamo bisogno di riscoprire preghiere meno gettonate. Magari quella a San Pancrazio, protettore contro il mal di testa. O a Santa Rita, la santa dei casi impossibili. Che, diciamocelo, nella vita ne abbiamo tutti bisogno.
Oppure, un'altra idea folle: pregare con le nostre parole! Sì, lo so, è rivoluzionario. Invece di ripetere formule imparate a memoria, proviamo a parlare con il Signore come parleremmo con un amico. Magari lamentandoci un po' per il traffico o esultando per la vittoria della squadra del cuore. Non sarà ortodosso, ma almeno è autentico!
"Signore, liberaci dal tormento del 'Mi piace' e dal bisogno di approvazione virtuale. Amen."
E poi, diciamocelo, alcune interpretazioni artistiche della Signora di Tutti i Popoli... beh, alcune sono un po' kitsch. Non voglio offendere nessuno, sia chiaro. Ma a volte mi sembra di vedere la Madonna con l'aggiunta di glitter e piume. Un po' come quando rifanno i quadri classici in versione moderna, ma il risultato è... discutibile.
Oltre la Popolarità
Forse, cari lettori, il problema non è la preghiera in sé. Ma l'uso, a volte eccessivo e un po' forzato, che se ne fa. Un po' come quando tutti si improvvisano chef durante il lockdown, ma poi finiscono per ordinare la pizza.
Quindi, cosa fare? Semplice: preghiamo come ci pare, dove ci pare e quando ci pare. Che sia la preghiera alla Signora di Tutti i Popoli o un'invocazione a non farci prendere una multa. L'importante è che sia sincera. E, soprattutto, che ci aiuti a essere persone migliori. E magari, un po' meno dipendenti dai trend del momento.
Insomma, questa è la mia piccola provocazione. Un invito a non prendere troppo sul serio le mode, nemmeno quelle spirituali. E a riscoprire la bellezza della semplicità, anche nella preghiera. E, se proprio dovete postare qualcosa sui social, almeno che sia una foto di un gatto che fa le fusa. Quello sì che mette tutti d'accordo!
Perché, in fondo, un po' di sana irriverenza non ha mai fatto male a nessuno. Neanche alla fede. No?
