Preghiera Per Un Ammalato Grave
Ah, la preghiera. Quella cosa che facciamo un po' tutti, a volte di nascosto, a volte a voce alta, a volte spinti dalla paura, altre dalla speranza. E quando si tratta di un ammalato grave? Lì, ragazzi, la preghiera diventa un vero e proprio turbo boost di ottimismo!
Non so voi, ma io ho sempre immaginato le preghiere come piccoli messaggi che volano su per un tubo gigante, un po' come quelli della posta pneumatica di una volta. Solo che invece di arrivare all'ufficio postale, arrivano… beh, sapete voi. E quando si tratta di una preghiera per un ammalato grave, immagino che il tubo sia particolarmente largo e ben oliato, per far arrivare il messaggio il più velocemente possibile!
Cosa dire? Aiuto!
Panico! Uno si ritrova lì, davanti al letto del malato, o magari solo con il pensiero rivolto a lui, e si chiede: "Cosa dico? 'Caro Dio, per favore guarisci questo qui' sembra un po' sbrigativo…". E allora partono le elucubrazioni mentali: devo essere formale? Devo usare parole difficili? Devo citare la Bibbia? Calma e gesso, amici! La verità è che la preghiera più potente è quella che viene dal cuore. Semplice, sincera, autentica.
Immaginate di parlare con un amico, un amico molto potente, che però vi conosce meglio di chiunque altro. Cosa gli direste? Gli raccontereste le vostre paure, le vostre speranze, il vostro affetto per la persona malata. Gli chiedereste di darle forza, di darle coraggio, di farla sentire amata. Ecco, quello è già un'ottima preghiera!
L'effetto placebo della preghiera (forse…)
Non siamo scienziati, quindi non possiamo parlare di dati certi. Ma diciamocelo chiaramente: la preghiera fa bene, almeno a chi la fa! Sentirsi parte di una comunità, sentirsi attivi nel supportare una persona cara, aiuta a combattere l'ansia e lo stress. E un po' di positività, in questi momenti, non fa mai male, no?
"La preghiera non cambia Dio, ma cambia chi prega." - Søren Kierkegaard (o forse qualcuno che ha letto una citazione di Kierkegaard su internet)
E poi, diciamocelo, c'è anche la speranza. La speranza che la preghiera possa davvero fare qualcosa, che possa smuovere le montagne, che possa… beh, che possa far succedere un miracolo. E anche se il miracolo non dovesse arrivare, la speranza, da sola, può fare miracoli!
Magari il malato si sente più sereno, più amato, più supportato. Magari i medici trovano la cura giusta grazie a un'intuizione improvvisa. Magari… magari succede qualcosa di inaspettato. Non lo sappiamo. Ma una cosa è certa: pregare non costa niente e può fare tanto.
E allora, la prossima volta che vi trovate a pensare a un ammalato grave, non abbiate paura di pregare. Parlate con il cuore, siate sinceri, siate voi stessi. E magari, chissà, date un'occhiata al tubo della posta pneumatica. Potrebbe essere pieno di messaggi diretti al piano di sopra!
P.S. Se non sapete cosa dire, provate a cantare una canzone. Funziona sempre!
