Preghiera Maria Teresa Di Calcutta
Mamma Teresa, la santa delle baraccopoli, l'icona mondiale della carità. La conosciamo tutti, no? Ma forse non tutti sanno che dietro quella veste bianca bordata di blu, dietro quel volto segnato dalla fatica e dalla preghiera, si nascondeva una donna con un senso dell'umorismo a volte… beh, diciamo… "diretto". E una preghiera, una in particolare, che più che una solenne invocazione sembra una ricetta per sopravvivere al caos quotidiano.
Una Preghiera Pratica, Praticissima
Non aspettatevi giri di parole barocchi o invocazioni celestiali elaborate. La preghiera di Madre Teresa di Calcutta è sorprendentemente semplice. Talmente semplice che potresti stamparla e appenderla sullo sportello del frigorifero accanto alla lista della spesa. Anzi, dovresti!
Il Segreto Sta Nella Piccolezza
L'essenza di questa preghiera è che non dobbiamo fare cose grandiose. Non dobbiamo salvare il mondo (almeno, non subito). Dobbiamo fare piccole cose, con grande amore. Lavare i piatti? Fare la spesa? Ascoltare un amico che si lamenta del capo? Tutto va bene. Tutto, se fatto con amore, diventa un atto di preghiera.
"Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore."
Ecco, immaginate Madre Teresa, con il suo sari sgualcito, che vi guarda con quel suo sguardo penetrante e vi dice: "Dai, su, smettila di lamentarti e lava quella tazza! È un atto d'amore! E pure di igiene, a dirla tutta." Quasi quasi ti fa venire voglia di lavare anche il lavandino.
L'Umorismo (Involontario?) Della Santità
E qui arriviamo al punto. Dietro la santità, dietro l'aura di mistica, c'era una donna pragmatica. Una donna che sapeva che la vita è fatta di cose banali. E che, forse, è proprio in quelle cose banali che si nasconde il senso vero della nostra esistenza. Non so voi, ma io la trovo una cosa meravigliosamente… umoristica. Nel senso che ti fa sorridere, non nel senso che è una barzelletta.
Madre Teresa non predicava l'ascetismo estremo. Non diceva di rinunciare a tutto e di vivere come eremiti nel deserto. Al contrario, invitava a vivere appieno la nostra vita, con tutte le sue difficoltà, le sue gioie, le sue piccole miserie. A viverla con amore, ecco. A viverla come una preghiera continua.
Un Esempio Concreto (e Divertente)
Immaginatevi la scena: siete in coda alla posta, una fila chilometrica, la persona davanti a voi sta litigando con l'impiegato, il bambino dietro urla come un ossesso. Siete sull'orlo di una crisi di nervi. Che fare? Ecco, la preghiera di Madre Teresa vi suggerisce: sorridete. Sorridete all'impiegato (anche se vi sta sulle scatole), sorridete al bambino (anche se vorreste tappargli la bocca), sorridete alla persona davanti a voi (anche se vi sta facendo perdere tempo). Un piccolo atto d'amore. Un piccolo atto di preghiera. E, chissà, magari riuscite anche a strappare un sorriso a qualcun altro.
La preghiera di Madre Teresa non è una formula magica. Non è un mantra che vi trasformerà in persone perfette. È un promemoria. Un promemoria che ci ricorda che la santità non è una cosa astratta, lontana, irraggiungibile. È una cosa concreta, vicina, alla portata di tutti. Basta fare piccole cose, con grande amore. E magari, ogni tanto, sorridere. Anche quando non ne abbiamo voglia. Soprattutto quando non ne abbiamo voglia.
Perché, in fondo, Madre Teresa ci ha insegnato che la vera preghiera è la vita stessa. E che la vita, per quanto difficile possa essere, è sempre degna di essere vissuta. Con amore. E, perché no, con un pizzico di umorismo.
