Preghiera Di San Damiano Testo
Ah, la Preghiera di San Damiano! Quante volte l'abbiamo sentita, magari cantata, durante una messa, un campo scout, o chissà, mentre la nonna la recitava piano piano. Ma fermiamoci un attimo: questa preghiera, così semplice e profonda, ha una storia che, ve lo dico, merita di essere raccontata con un sorriso!
Un’icona… cadente?
Partiamo dall'inizio, o meglio, dal luogo: la chiesetta di San Damiano, vicino Assisi. Immaginatevi San Francesco, giovane, idealista, un po’ perso nel mondo… entra in questa chiesetta in rovina. Non era proprio il Duomo di Milano, ecco. C’era un’icona, un crocifisso bizantino, anche quello un po’ malconcio. Insomma, il posto ideale per una conversazione seria con il Signore!
E qui arriva il colpo di scena: si dice che il Crocifisso di San Damiano, proprio quello mezzo sbiadito, gli abbia parlato! Sì, avete capito bene. Non so voi, ma io se sentissi parlare un crocifisso, forse chiamerei un idraulico, non mi metterei a ricostruire chiese. Ma Francesco era fatto così, un tipo che prendeva sul serio le richieste un po’… alternative!
“Francesco, va’ e ripara la mia casa…”
Il messaggio era chiaro: "Francesco, va’ e ripara la mia casa, che come vedi, è tutta in rovina". Ora, uno potrebbe pensare che il Signore si riferisse proprio a quella chiesetta sgangherata. E Francesco, obbediente come pochi, inizia a lavorare di buona lena, pietra su pietra. Si diede da fare con una tale intensità da suscitare ilarità nel paesello! Immaginatevi la scena: il nobile Francesco, sporco di calce, che si improvvisa muratore! I compaesani, probabilmente, si sbellicavano dalle risate.
Ma, ovviamente, il messaggio andava ben oltre la semplice ricostruzione fisica. Si trattava di riparare la Chiesa con la C maiuscola, la comunità dei fedeli, l'amore e la fede. E qui entra in gioco la nostra Preghiera. Non si sa con certezza quando e dove Francesco l'abbia scritta o recitata per la prima volta, ma l'atmosfera di San Damiano, la sua umiltà e la sua richiesta di essere uno strumento di pace, permeano ogni singola parola.
La Preghiera: un manuale di istruzioni per essere felici (e un po’ matti)
Leggiamo insieme qualche verso: "Signore, fa' di me uno strumento della tua pace…". Capito? Uno strumento! Come un martello, una chiave inglese, un… ukulele! L'importante è essere utili. E poi continua: "Dove c'è odio, ch'io porti l'amore; dove c'è offesa, ch'io porti il perdono…". Sembra facile detto così, eh? Provate a perdonare il vicino che vi parcheggia sempre davanti al cancello! Ma è proprio qui la sfida: trasformare il mondo, un piccolo gesto alla volta.
E la parte finale? "O Maestro, fa' ch'io non cerchi tanto d'essere consolato, quanto di consolare; d'essere compreso, quanto di comprendere; d'essere amato, quanto d'amare…". Praticamente, un invito ad essere meno egocentrici e più altruisti. Insomma, un vero e proprio manuale di istruzioni per essere felici (e forse, un po’ matti, come Francesco!).
Quindi, la prossima volta che sentirete o reciterete la Preghiera di San Damiano, ricordatevi di Francesco, di quella chiesetta in rovina, del crocifisso parlante e di quel messaggio rivoluzionario: siate strumenti di pace, anche se a volte vi sembrerà di parlare con i muri! E soprattutto, non prendetevi troppo sul serio. In fondo, la santità è anche una questione di sana autoironia!
È perdonando che si è perdonati; morendo si risuscita a vita eterna.
