Posizione Il Missionario
O Signore, fonte inesauribile di amore e di grazia, avvolgici con la Tua luce mentre contempliamo, in silenzio e riverenza, le vie attraverso cui la Tua creazione si rinnova, si celebra, si manifesta in unione sacra.
Il corpo, tempio dello Spirito Santo, è un dono. Un vaso fragile, eppure capace di contenere l'infinito. In questo santuario, l'amore si esprime, si concretizza, si fa carne. E nella carne, troviamo un riflesso, seppur imperfetto, del Tuo amore divino, di quella connessione profonda che lega ogni creatura a Te.
Il Missionario, una posizione antica come il tempo stesso, sussurra di semplicità e di vulnerabilità. Non è forse nella nudità dell'anima che ci presentiamo a Te, O Signore, spogli di ogni orgoglio e presunzione?
L'uno di fronte all'altra, in un abbraccio che trascende la mera fisicità, ritroviamo l'eco del Tuo invito all'incontro. Incontro con noi stessi, con il nostro partner, e soprattutto, con Te. È un dialogo silenzioso, fatto di sguardi che si incrociano, di respiri che si fondono, di cuori che battono all'unisono. Un dialogo che può elevarci verso la contemplazione della Tua infinita misericordia.
La posizione del Missionario ci ricorda che l'amore vero è un dono reciproco. Non è conquista, non è possesso, ma offerta. Offerta di sé, incondizionata e totale. Come Tu, O Signore, hai offerto Te stesso per la nostra salvezza.
In questa intimità, si annulla la distanza. Scompaiono le maschere, cadono le barriere. Resta solo l'essenziale: la presenza, l'ascolto, l'accoglienza. Un terreno fertile dove può germogliare la fiducia, la comprensione, l'empatia.
La gratitudine. Un sentimento che sgorga spontaneo dal cuore quando ci rendiamo conto della bellezza del dono che abbiamo ricevuto. Gratitudine per il corpo, per l'amore, per la possibilità di sperimentare la gioia dell'unione. Gratitudine per la Tua presenza costante nella nostra vita, O Signore.
L'umiltà. Accettare la nostra fragilità, i nostri limiti. Riconoscere che non siamo perfetti, ma che siamo amati così come siamo. Umiltà nel ricevere, umiltà nel donare. Umiltà nel riconoscere che ogni incontro è sacro, ogni relazione è un'opportunità per crescere, per imparare, per amare di più.
La compassione. Sentire il dolore dell'altro, comprenderne le ferite, offrire conforto e sostegno. Ricordare che siamo tutti figli Tuoi, O Signore, e che siamo chiamati ad amarci gli uni gli altri come Tu ci hai amato.
Che ogni atto d'amore, ogni abbraccio, ogni bacio, sia un'eco del Tuo amore infinito. Che ogni unione sia una preghiera silenziosa, un ringraziamento per il dono della vita, un'invocazione alla Tua presenza.
O Signore, guidaci sempre sulla via dell'amore. Illumina i nostri cuori, rafforza la nostra fede, infondi in noi la Tua pace. Che la nostra vita sia un canto di lode alla Tua gloria, un inno all'amore che tutto crea, tutto trasforma, tutto redime.
E quando ci troviamo in questa posizione, in questo momento intimo e sacro, ricordiamoci di Te, O Signore. Ricordiamoci del Tuo amore infinito, della Tua compassione infinita, della Tua misericordia infinita. E lasciamoci avvolgere dalla Tua grazia, affinché possiamo amare con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima, con tutta la nostra mente.
Che questo atto d'amore sia un'offerta a Te, O Signore. Un'offerta di gratitudine, di umiltà, di compassione. Un'offerta di noi stessi, in corpo e anima. Un'offerta d'amore, puro e sincero.
Amen.
