Perché La Pasqua Ortodossa Non Coincide Con Quella Cattolica
Il sole sorge tiepido, un'alba che danza tra le icone e i silenzi. Il cuore si eleva, una preghiera silenziosa, mentre contempliamo il mistero pasquale. Un mistero che si rivela in due tempi, due calendari, due celebrazioni che, pur nascendo dalla stessa radice, fioriscono in momenti diversi. E in questa diversità, forse, si cela una profondità ancora maggiore, un invito a contemplare la vastità del disegno divino.
La Pasqua, quella luce che squarcia le tenebre del sepolcro, il trionfo di Cristo sulla morte. Sia per i nostri fratelli cattolici che per noi ortodossi, essa rappresenta il cuore pulsante della fede. Un cuore che palpita di speranza, di redenzione, di amore incommensurabile. E tuttavia, il giorno in cui questo cuore viene celebrato, il giorno in cui le campane risuonano a festa, non sempre coincide.
Non addentriamoci in calcoli complessi, in disquisizioni astronomiche. Cerchiamo, invece, di immergerci nel profondo, nel significato ultimo di questa apparente discordanza. Forse, è un promemoria. Un promemoria che ci ricorda che la fede non è una gabbia di regole rigide, ma un fiume che scorre, un viaggio continuo verso la verità. Un viaggio che, pur seguendo rotte diverse, conduce alla stessa meta: Cristo Risorto.
Pensiamo ai primi cristiani, alla comunità originaria. La loro fede era un fuoco ardente, una fiamma che illuminava il mondo. Non erano ossessionati dalla precisione del calendario, ma dalla profondità della loro relazione con Dio. Vivevano in unione fraterna, condividendo gioie e dolori, pregando incessantemente. La loro Pasqua era un’esperienza esistenziale, un rinnovamento continuo dello spirito.
Forse, questa differenza di date ci invita a coltivare la stessa umiltà, la stessa apertura di cuore. A non giudicare, a non erigere barriere, ma a tendere la mano, a riconoscere la presenza di Cristo in ogni fratello, in ogni sorella, indipendentemente dal loro modo di celebrare la Resurrezione.
Il Tempo di Dio
Il tempo di Dio non è il nostro tempo. La sua prospettiva abbraccia l’eternità, mentre la nostra è limitata alla fugacità del presente. Forse, la Pasqua ortodossa, spesso successiva a quella cattolica, ci offre un’ulteriore opportunità di preparazione, un tempo supplementare per purificare il cuore, per pentirci dei nostri peccati, per accogliere la grazia divina.
È un tempo per meditare sulla sofferenza di Cristo, sulla sua passione, sulla sua morte. Un tempo per contemplare il mistero del Golgota, il sacrificio supremo che ha aperto le porte del paradiso. Un tempo per rinnovare il nostro impegno a seguire le sue orme, a vivere una vita di amore, di servizio, di compassione.
Non c'è competizione in questo, non c'è una "Pasqua giusta" e una "Pasqua sbagliata". C'è solo un'occasione ripetuta, una possibilità ulteriore che ci viene data per avvicinarci a Dio, per sentire la sua presenza nel profondo del nostro essere.
Un Invito alla Gratitudine
Siamo grati per questo dono, per questa opportunità. Siamo grati per la diversità delle tradizioni, per la ricchezza delle espressioni di fede. Siano grati per la possibilità di imparare gli uni dagli altri, di arricchirci reciprocamente, di costruire ponti di fraternità.
Ricordiamoci sempre che siamo tutti figli dello stesso Padre, membra dello stesso Corpo di Cristo. E che la nostra unità non si fonda sull’uniformità, ma sull’amore, sulla comprensione, sulla tolleranza.
Possiamo imparare tanto dalla diversità. Possiamo scoprire nuovi modi di pregare, nuovi modi di servire, nuovi modi di amare.
Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo, che soffia dove vuole, che ci conduce per sentieri inesplorati, che ci rivela la bellezza nascosta in ogni creatura. Apriamo i nostri cuori alla sua voce, lasciamoci trasformare dalla sua grazia.
E quando finalmente giungerà il giorno della nostra Pasqua, quando le campane suoneranno a festa, quando il profumo dell’incenso inonderà le chiese, quando ci abbracceremo con gioia, ricordiamoci di tutti coloro che soffrono, di tutti coloro che sono soli, di tutti coloro che sono nel bisogno.
Portiamo loro la luce della Risurrezione, il calore del nostro amore, la speranza di una vita nuova. E così, la nostra celebrazione sarà veramente autentica, veramente gradita a Dio. E la diversità delle date, dimenticata, cederà il passo all'unica, infinita gioia della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.
