Ognuno Per Sé E Dio Per Tutti
Fratelli e sorelle in Cristo, oggi meditiamo su un detto popolare, un’espressione che risuona nelle vie delle nostre città e nelle pieghe dei nostri cuori: “Ognuno per sé e Dio per tutti”. A prima vista, questa frase può sembrare cinica, persino egoistica. Tuttavia, esaminandola alla luce della nostra fede e delle Sacre Scritture, possiamo scoprire un significato più profondo, una verità eterna che guida il nostro cammino spirituale.
La Responsabilità Individuale: Un Dono e un Dovere
“Ognuno per sé”. Queste parole ci ricordano, in primo luogo, la nostra responsabilità individuale davanti a Dio. Siamo stati creati come individui unici, con talenti e doni specifici, e siamo chiamati a rendere conto del nostro operato. Come leggiamo nel Vangelo di Matteo (25:14-30) nella parabola dei talenti, il servo che ha ricevuto un solo talento non è scusato per non averlo utilizzato, ma è giudicato severamente per averlo nascosto. Ciò ci insegna che ognuno di noi, indipendentemente dalle capacità o dalle circostanze, ha il dovere di impegnarsi e di adoperarsi per il bene, con i mezzi che gli sono stati concessi.
Questo non significa, beninteso, che dobbiamo isolarci dal mondo e preoccuparci solo di noi stessi. Anzi, la responsabilità individuale si manifesta pienamente quando la mettiamo al servizio degli altri. Come ci esorta l'apostolo Paolo nella lettera ai Galati (6:5): “Ciascuno infatti porterà il proprio fardello”. Portare il proprio fardello significa assumersi le proprie responsabilità, ma anche essere consapevoli dei nostri limiti e chiedere aiuto quando necessario.
Imparare dall'Esempio di Gesù
L'esempio di Gesù è illuminante in questo senso. Egli si è dedicato interamente alla salvezza dell'umanità, offrendo se stesso in sacrificio per noi. Tuttavia, ha anche sottolineato l'importanza della responsabilità individuale. Nel Discorso della Montagna (Matteo 5-7), Gesù ci chiama a essere perfetti come il Padre nostro celeste, a non giudicare gli altri, a pregare in segreto e a mettere in pratica i suoi insegnamenti. Questi sono tutti impegni individuali che richiedono sforzo e dedizione.
La fede, quindi, non è un'esperienza passiva, ma un cammino attivo di crescita personale e di servizio al prossimo. “Ognuno per sé” ci invita a prendere sul serio questo cammino, a non delegare ad altri la nostra responsabilità di essere discepoli di Cristo.
La Provvidenza Divina: Una Promessa di Speranza
“E Dio per tutti”. Queste parole ci aprono il cuore alla speranza e alla fiducia nella Provvidenza divina. Anche quando ci sentiamo soli, smarriti o sopraffatti dalle difficoltà, possiamo essere certi che Dio è sempre con noi, che si prende cura di noi e che non ci abbandona mai.
Le Scritture sono piene di esempi della Provvidenza divina. Pensiamo a Giuseppe, venduto come schiavo in Egitto, che attraverso una serie di eventi apparentemente negativi viene elevato al ruolo di governatore e salva il suo popolo dalla carestia. Pensiamo a Davide, umile pastore, che viene unto re d'Israele e guida il suo popolo alla vittoria. Pensiamo a Rut, straniera e vedova, che grazie alla sua fede e alla sua lealtà diventa antenata di Gesù. Questi personaggi ci insegnano che Dio può trasformare il male in bene e che la sua volontà si compie anche attraverso le nostre debolezze e le nostre imperfezioni.
Abbandonarsi alla Volontà di Dio
Abbandonarsi alla Volontà di Dio non significa essere passivi o rassegnati. Significa, piuttosto, riconoscere che Dio è infinitamente più saggio e più amorevole di noi e che possiamo fidarci di lui anche quando non comprendiamo i suoi piani. Significa pregare con fiducia, come Gesù nel Getsemani: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Luca 22:42).
“E Dio per tutti” ci ricorda che non siamo soli nella nostra lotta contro il male, che possiamo contare sulla sua grazia e sulla sua misericordia. Ci invita a essere generosi e compassionevoli verso gli altri, sapendo che anche loro sono amati da Dio e che hanno bisogno del nostro aiuto.
Un Equilibrio da Cercare
L'armonia tra “ognuno per sé” e “Dio per tutti” è la chiave per una vita cristiana autentica. Non si tratta di un’opposizione, bensì di una complementarietà. La nostra responsabilità individuale, vissuta alla luce della fede e sostenuta dalla Provvidenza divina, ci permette di crescere spiritualmente e di contribuire al bene comune.
Quando ci impegniamo con tutte le nostre forze per fare del nostro meglio, sapendo che Dio è con noi e che ci sostiene, diventiamo strumenti della sua grazia. La nostra vita diventa una testimonianza del suo amore e della sua misericordia, un faro di speranza per coloro che sono nel bisogno.
Applicare il Principio Nella Vita Quotidiana
Come possiamo applicare questo principio nella nostra vita quotidiana? Innanzitutto, attraverso la preghiera. Chiediamo a Dio di illuminarci e di guidarci nelle nostre decisioni, di darci la forza di affrontare le sfide e di compiere il bene. In secondo luogo, attraverso il servizio al prossimo. Cerchiamo opportunità per aiutare coloro che sono meno fortunati di noi, per consolare gli afflitti, per incoraggiare i deboli e per difendere i diritti dei più vulnerabili. In terzo luogo, attraverso la cura di noi stessi. Prendiamoci cura della nostra salute fisica, mentale e spirituale, in modo da poter essere strumenti efficaci nelle mani di Dio.
Ricordiamoci sempre che siamo chiamati a essere sale della terra e luce del mondo (Matteo 5:13-16). Questo significa che dobbiamo vivere in modo coerente con la nostra fede, testimoniando l'amore di Cristo con le nostre parole e con le nostre azioni. “Ognuno per sé e Dio per tutti” ci invita a fare la nostra parte, sapendo che Dio farà il resto. Ci incoraggia ad agire con coraggio e fiducia, certi che la sua Provvidenza ci accompagnerà sempre nel nostro cammino.
Che la grazia del Signore sia con tutti noi.
