Novena Alla Divina Misericordia 2 Giorno
Buongiorno, amici! Allora, siamo al secondo giorno della Novena alla Divina Misericordia. E qui si apre un mondo. Ditemi, sono l'unico a cui il secondo giorno fa venire un po' di... sonno?
No, seriamente. Non fraintendetemi, rispetto profondamente la Novena. È bellissima, toccante, profonda. Ma ammettiamolo, tra le preghiere, le invocazioni e le riflessioni, il secondo giorno è un po' come quella verdura che devi finire prima di arrivare al dolce.
E poi, diciamocelo chiaramente: quanti di noi sanno davvero cosa stanno chiedendo esattamente quando pregano per le anime dei sacerdoti e dei religiosi? Io, onestamente, alzo la mano. "Signore, abbi pietà delle anime dei sacerdoti e dei religiosi"... ok, ma che cosa esattamente stanno attraversando in questo momento? Problemi di connessione Wi-Fi in convento? Crisi esistenziali durante la scelta del gusto del gelato?
Lo so, lo so, sto scherzando! Ma a volte mi sento un po'... distaccato. Come se stessi recitando una parte, invece di essere davvero connesso con il significato profondo della preghiera.
Il Secondo Giorno: Un Momento di Riflessione (Forse?)
E poi c'è la questione della perseveranza. Nove giorni. Di fila. Con la vita che va a mille, il lavoro, i bambini che urlano, il gatto che vomita sul tappeto persiano... trovare il tempo e la concentrazione può essere una vera sfida. Soprattutto il secondo giorno, quando l'entusiasmo iniziale è già un po' svanito e la fine sembra ancora lontanissima.
Non fraintendetemi, non sto dicendo che la Novena sia noiosa. Sto solo dicendo che il secondo giorno, per me, è un po' come il lunedì mattina. Sai che devi farlo, ma preferiresti essere ancora sotto le coperte.
E non ditemi che sono l'unico! Forza, siate onesti. Quanti di voi hanno pensato, almeno una volta durante il secondo giorno: "Ok, ne ho fatti due, me ne mancano solo sette"?
Un Pensiero "Unpopular" (Forse?)
E qui arriva la mia opinione impopolare: forse, e dico forse, non dovremmo prenderci troppo sul serio. Magari, invece di recitare le preghiere come un compito a casa, potremmo cercare di trovare un modo per renderle più personali, più significative per noi.
Invece di pensare: "Devo pregare per le anime dei sacerdoti e dei religiosi", potremmo pensare: "Conosco un sacerdote che sta attraversando un momento difficile. Pregherò per lui".
Invece di recitare le litanie a memoria, potremmo fermarci un attimo e riflettere sul significato di ogni invocazione.
Lo so, è un'eresia! Ma a volte penso che la fede non debba essere solo un insieme di regole e precetti. Dovrebbe essere un'esperienza personale, un dialogo con Dio, un cammino verso la Divina Misericordia.
E se questo significa saltare un versetto, o distrarsi un attimo, o addirittura sbadigliare durante il secondo giorno... beh, forse Dio capirà. Forse, la cosa più importante è essere onesti con noi stessi e con Lui.
Dopo tutto, anche Santa Faustina si è presa delle libertà con le regole, no?
Quindi, amici, non disperate se il secondo giorno della Novena vi sembra un po'... lungo. Siamo tutti sulla stessa barca. L'importante è continuare a remare, con il cuore aperto e la mente vigile. E magari, anche con un sorriso.
Avanti, forza! Ancora sette giorni! E se qualcuno si addormenta, non ditelo a nessuno.
P.S. Se qualcuno sa cosa fanno i preti con la connessione Wi-Fi, me lo faccia sapere. Per motivi di preghiera, ovviamente.
