Non Temere Io Sono Con Te
Non temere. Quante volte l'abbiamo sentito? Suona quasi come una ninna nanna, vero?
"Io sono con te." Ah, che frase!
Diciamocelo, a chi non fa piacere sentirsela dire? Soprattutto quando le cose si mettono male. Tipo, quando hai dimenticato di comprare il regalo per la nonna e manca un'ora alla cena. Ecco, lì un bel "Io sono con te!" farebbe miracoli. Almeno, farebbe sentire meno soli nel panico.
Ma (c'è sempre un "ma", purtroppo) non è che per caso questa frase è un po'... abusata? Un po' come quando ti dicono "Ti chiamo io" e sai già che non succederà mai? Ammettiamolo, a volte suona più come un contentino che come una vera offerta di aiuto. Un po' come la promessa che faremo tutti più sport a gennaio. Sarà.
L'aiuto vero è un'altra cosa.
Perché, diciamocelo francamente, a volte preferirei un "Io ti porto la torta" a un "Io sono con te!". Il supporto morale è importante, sì. Ma se il forno è rotto, la torta serve davvero.
E poi c'è il problema della concretezza. "Io sono con te!"… Ok, fantastico. Ma concretamente, che fai? Mi tieni la mano mentre affronto il drago burocratico? Mi aiuti a traslocare senza lamentarti ogni cinque minuti? Perché, diciamocelo, traslocare è una prova di amicizia. Se sopravvivi, siete amici per la vita.
Parliamoci chiaro, le parole sono importanti, ma le azioni lo sono di più. Un "Io sono con te" senza un'azione che lo supporti, è un po' come un caffè decaffeinato: ha l'aspetto, ma non l'effetto.
Un'opinione impopolare? Forse.
Ma ditemi la verità: quante volte avete sentito questa frase e poi vi siete trovati comunque a dover risolvere tutto da soli? Ecco, appunto. Non che io non apprezzi il pensiero, sia chiaro. Ma preferirei un amico che mi dica "Ok, andiamo a risolvere 'sta rogna insieme" piuttosto che un semplice incoraggiamento verbale. Magari offerto mentre è comodamente seduto sul divano a guardare la TV.
Forse sono cinica. Forse sono pragmatica. Ma io preferisco i fatti alle parole. Anzi, preferisco un amico che mi porti una pizza e mi aiuti a sistemare le luci di Natale che non vogliono saperne di funzionare. Quello, per me, è un vero "Io sono con te".
Quindi, la prossima volta che sentite "Io sono con te!", fate una prova: chiedete "E cosa fai?". Potreste avere delle sorprese. O, nel peggiore dei casi, una scusa per ordinare una pizza. Che, diciamocelo, non fa mai male.
E se tu sei quello che dice "Io sono con te!", pensa a come potresti trasformare quelle parole in qualcosa di più concreto. Magari offrendo una tazza di tè. O, perché no, aiutando davvero a montare quel mobile Ikea che aspetta da mesi di essere assemblato.
Perché, alla fine, l'amicizia (e il vero "Io sono con te!") si vede nel momento del bisogno. E, diciamocelo, anche quando c'è da montare un mobile Ikea.
Un saluto! E ricordatevi: Non temere... ma portate anche una cassetta degli attrezzi!
