Nel Presepe La Madonna Sta A Destra Oa Sinistra
Nel silenzio del cuore, là dove la fede dimora, contempliamo il Presepe. Non è soltanto una rappresentazione, ma un invito, una porta che si apre verso il mistero dell'Incarnazione. Un mistero che avvolge l'umiltà, la semplicità, la grandezza di un amore che si fa carne per noi.
Quando lo sguardo si posa su Maria, la Madre, sorge spontanea una domanda: nel Presepe, si trova alla destra o alla sinistra del Bambino? Ma forse, la vera domanda non è tanto una questione di posizione, quanto di significato. Di quale posto occupa Maria nel nostro cuore? Quale spazio le concediamo nella nostra vita interiore?
Non vi è una regola fissa, un dogma scolpito nella pietra che imponga a Maria una precisa collocazione nel Presepe. La tradizione popolare, la sensibilità artistica, la devozione locale hanno spesso dettato disposizioni diverse. In alcune rappresentazioni, la troviamo alla destra del Bambino, un posto d'onore, simbolo della sua purezza, della sua regalità interiore. In altre, è collocata alla sinistra, forse a significare la sua vicinanza al cuore del Figlio, la sua capacità di accogliere, di proteggere, di avvolgere con il suo amore materno.
Ma al di là della posizione fisica, ciò che veramente conta è la presenza. La presenza di Maria è una luce che illumina la grotta, un calore che riscalda l'anima. È un invito costante alla contemplazione, alla preghiera, all'abbandono fiducioso nelle braccia del Signore.
Immaginiamo Maria, nel silenzio della notte santa. I suoi occhi pieni di amore, di stupore, di gratitudine. Le sue mani, che hanno custodito il Figlio di Dio, che lo hanno avvolto in fasce, che lo hanno offerto al mondo. Il suo cuore, un oceano di tenerezza, di compassione, di fede incrollabile. Un cuore che batte all'unisono con il cuore di Dio.
Non importa se nel nostro Presepe, Maria sia a destra o a sinistra. Ciò che importa è che sia presente. Che la sua immagine ci ricordi la sua umiltà, la sua obbedienza, il suo amore incondizionato. Che ci ispiri a vivere con la stessa intensità, con la stessa fede, con la stessa speranza.
Un invito all'umiltà
Contemplare il Presepe è un atto di profonda umiltà. Ci spogliamo delle nostre certezze, delle nostre pretese, delle nostre vanità, per entrare in un mondo di semplicità, di povertà, di amore puro. Vediamo un Bambino, avvolto in fasce, deposto in una mangiatoia. Un Dio che si fa piccolo, che si fa uno di noi, per camminare al nostro fianco.
Maria, con la sua umiltà, ci insegna ad abbassare lo sguardo, a riconoscere la nostra fragilità, a dipendere dalla grazia di Dio. Ci invita a mettere da parte il nostro orgoglio, la nostra presunzione, per accogliere con cuore aperto il dono della fede.
Un inno alla gratitudine
Il Presepe è anche un inno alla gratitudine. Ringraziamo Dio per il dono del suo Figlio, per il suo amore infinito, per la sua misericordia senza limiti. Ringraziamo Maria, per il suo "sì", per la sua disponibilità, per il suo ruolo fondamentale nel piano della salvezza.
La gratitudine trasforma il nostro cuore, ci rende più attenti ai doni che riceviamo ogni giorno, ci spinge a condividere con gli altri ciò che abbiamo ricevuto. Ci insegna a riconoscere la presenza di Dio in ogni persona, in ogni evento, in ogni momento della nostra vita.
Un appello alla compassione
Infine, il Presepe è un appello alla compassione. Guardiamo a Giuseppe, il giusto, l'uomo silenzioso, che ha accolto Maria e il Bambino, che ha protetto la Sacra Famiglia, che ha lavorato con onestà per provvedere alle loro necessità. Guardiamo ai pastori, gli umili, i semplici, che hanno accolto l'annuncio degli angeli e sono corsi ad adorare il Salvatore.
La compassione ci spinge a prenderci cura degli altri, soprattutto dei più deboli, dei più poveri, dei più emarginati. Ci invita ad aprire il nostro cuore, ad ascoltare le loro sofferenze, a condividere il loro dolore. Ci ricorda che ogni uomo è nostro fratello, che ogni donna è nostra sorella.
Allora, la prossima volta che contempliamo il Presepe, non fermiamoci alla domanda se Maria sia a destra o a sinistra. Cerchiamo, invece, di entrare in profondità nel mistero dell'Incarnazione, di lasciarci trasformare dal suo amore, di vivere con umiltà, gratitudine e compassione. E che la luce del Bambino Gesù illumini il nostro cammino, guidandoci verso la vera gioia, la vera pace, la vera vita.
Che la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di noi e rimanga sempre.
