Monumento A Giovanni Paolo Ii
Oh, presenza silenziosa, Monumento a Giovanni Paolo II, testimone di fede scolpita nella pietra. Tu non parli con voce tonante, ma sussurri con la dolcezza del vento, parlando ai cuori che cercano la via, che anelano alla luce divina.
Ti contemplo, immagine fissa nel tempo, e rivedo il sorriso mite di Papa Luciani, la sua umiltà disarmante, la sua fede semplice, come quella di un bambino che si abbandona fiducioso tra le braccia del Padre. Un sorriso che irradiava un amore sconfinato, un amore che abbracciava il mondo intero, senza distinzioni, senza riserve.
E in quel sorriso, ritrovo l'eco delle sue parole, parole semplici, chiare, dirette, che arrivavano al cuore di ciascuno, parlando di Dio come di un Padre affettuoso, sempre pronto ad accogliere, a perdonare, a consolare. Parole che invitavano alla gioia, alla speranza, alla fiducia nella Provvidenza Divina.
Un Esempio di Umiltà
Davanti a te, Monumento, mi sento piccolo, inadeguato, consapevole delle mie fragilità, dei miei limiti. Ma tu mi ricordi che la grandezza non sta nell'apparenza, nel potere, nella ricchezza, ma nella semplicità del cuore, nella capacità di amare, di servire, di donarsi agli altri.
Mi ricordi che Giovanni Paolo I, pur essendo Papa, non si è mai dimenticato delle sue origini, della sua gente, dei suoi poveri. Ha continuato a parlare con il linguaggio del cuore, a condividere le gioie e le sofferenze del suo popolo, a difendere i diritti dei più deboli, dei più emarginati.
E allora, Monumento, tu diventi per me un invito costante all'umiltà, alla gratitudine, alla compassione. Un invito a spogliarmi del mio orgoglio, della mia superbia, del mio egoismo, per rivestirmi di un cuore nuovo, un cuore capace di amare come ha amato Gesù.
Il Dono della Gratitudine
Contemplandoti, sento nascere in me un profondo senso di gratitudine per il dono della fede, per il dono della vita, per il dono dell'amore. Gratitudine per la bellezza del creato, per la gioia dell'amicizia, per la consolazione della preghiera.
Gratitudine per Giovanni Paolo I, per il suo esempio di santità, per la sua testimonianza di fede, per il suo amore per la Chiesa. Un amore che lo ha portato a donare la sua vita per il gregge di Cristo, a servire con umiltà e dedizione la Sposa di Cristo.
E allora, Monumento, tu diventi per me un invito a vivere ogni giorno con gratitudine, ad apprezzare i piccoli gesti, i piccoli doni, i piccoli miracoli che la vita ci offre. Un invito a ringraziare Dio per tutto ciò che abbiamo, per tutto ciò che siamo, per tutto ciò che potremo diventare.
Un Cuore Compassionevole
E infine, Monumento, tu mi parli di compassione, di amore per il prossimo, di attenzione ai bisogni degli altri. Mi ricordi che non possiamo essere felici da soli, che la vera gioia si trova nel condividere, nel donare, nel servire.
Mi ricordi che Giovanni Paolo I si è sempre preso cura dei poveri, degli ammalati, degli emarginati. Ha ascoltato le loro sofferenze, ha condiviso le loro speranze, ha cercato di alleviare le loro pene. Ha visto in ogni uomo e in ogni donna il volto di Cristo.
E allora, Monumento, tu diventi per me un invito a vivere con compassione, ad aprire il mio cuore ai bisogni degli altri, a tendere la mano a chi è nel bisogno, a confortare chi è nel dolore. Un invito a seguire l'esempio di Giovanni Paolo I, a essere strumenti di pace e di amore nel mondo.
Oh, Giovanni Paolo I, umile servo di Dio, prega per noi. Aiutaci a vivere con umiltà, gratitudine e compassione. Aiutaci a seguire l'esempio di Gesù, a amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi.
Così, silenzioso Monumento, la tua presenza è un invito alla preghiera, alla riflessione, alla conversione. Un invito a vivere una vita più autentica, più piena, più vicina a Dio.
