Lettere D'amore Di Grandi Uomini
Ok, ammettiamolo. Leggere le lettere d'amore di grandi uomini del passato è… un po' imbarazzante, no?
Ma cosa si aspettavano, esattamente?
Voglio dire, parliamoci chiaro. Noi donne moderne, siamo abituate a standard ben più alti. Non ci basta più un "O, mia amata!", scritto su un pezzo di pergamena mezzo sgualcito.
Capiamoci, Einstein era un genio. Ma genio nella fisica, non nel corteggiamento. Ho letto una sua lettera a Mileva Marić. Parlava di gravitazione, relatività... e vagamente di quanto le mancasse. Sinceramente? Mi aspetterei di più da uno che ha scoperto l'universo! Non pretendo poemi epici, ma almeno un complimento sui capelli!
E poi c'è Napoleone. Conquistava nazioni, ma quando scriveva a Giuseppina, sembrava un ragazzino impacciato. "Torna presto, Giuseppina, ho bisogno di te!" Suona più come un cucciolo smarrito che come un imperatore, no?
Forse non erano così diversi da noi...
Certo, si potrebbe dire: "Ah, ma erano altri tempi! Il romanticismo era diverso!". Certo, certo. Ma io dico: l'amore è amore, no? E se un uomo è davvero innamorato, dovrebbe trovare il modo di esprimerlo degnamente, anche nel '700. Non importa se è un re, un pittore o un filosofo.
Poi, diciamocelo, leggere queste lettere è un po' come sbirciare dal buco della serratura. Ti aspetti chissà cosa, rivelazioni scottanti, passioni travolgenti… e invece trovi spesso insicurezze, dubbi, e frasi un po' banali. Dante per Beatrice? Poesie stupende, ma un po' troppo platoniche per i miei gusti! Un po' di concretezza, Dante! Un invito a cena, un fiore... qualcosa!
Non voglio dire che le loro lettere siano tutte orribili, eh. Alcune sono toccanti. Però, spesso mi viene da pensare che noi donne saremmo state in grado di scrivere lettere d'amore ben più efficaci.
"Caro Giulio Cesare, Smettila di conquistare la Gallia e vieni a cena! Baci, Cleopatra."
Ecco, vedi? Più diretti, più concreti. E, soprattutto, più sinceri. Niente giri di parole, niente metafore complicate. Solo la verità, scritta con il cuore.
Magari è un'opinione impopolare, ma credo che le donne, in fatto di romanticismo, abbiano sempre avuto una marcia in più. Forse perché siamo abituate a esprimerci di più, a condividere le nostre emozioni. Forse perché siamo più brave a cogliere le sfumature dell'amore.
Quindi, la prossima volta che leggete una lettera d'amore di un grande uomo, ricordatevi: magari era un genio in qualcosa, ma probabilmente aveva ancora molto da imparare sul linguaggio del cuore. E forse, un pizzico di aiuto femminile non gli avrebbe fatto male!
