La Città Di Dio Agostino
Allora, parliamoci chiaro, tra noi. La Città di Dio di Agostino… quanti di voi l'hanno effettivamente letta TUTTA? Su, siate onesti! Io confesso, ho barato un po’. Ho letto i riassunti, le parti più succose, e magari ho fatto finta di sapere tutto quando se ne parlava a cena.
Non fraintendetemi, Agostino era un tipo in gamba. Un filosofo fico, un teologo potente. Però, diciamocelo, a volte si perdeva un po’ nei suoi pensieri. Un po’ come me quando cerco le chiavi e finisco per chiedermi il senso dell'esistenza.
Un po’ di contesto (veloce, promesso!)
Quindi, cos'è 'sta Città di Dio? Immaginate un libro gigante, scritto per confortare i cristiani dopo che Roma era stata saccheggiata. Un po’ come dire: "Ok, Roma è caduta, ma non preoccupatevi, c'è una Città di Dio ancora più figa che ci aspetta!". Tipo una super-villa con vista sull'eternità.
Due città, un bel casino.
Agostino ci dice che ci sono due città. La Città di Dio (quelli che amano Dio) e la Città dell'Uomo (quelli che amano se stessi). Un po’ come la divisione tra chi lascia il carrello della spesa in mezzo al parcheggio e chi lo riporta al suo posto. (Spoiler: Agostino preferirebbe quelli del carrello al posto).
Ora, ecco la mia opinione, forse un po' azzardata: non è che Agostino avesse un po' troppo idealizzato la Città di Dio? Voglio dire, sarà mica un posto dove tutti leggono solo libri noiosi e parlano di teologia tutto il giorno? Spero di no! Magari c'è anche un bel bar con l'aperitivo e la possibilità di ordinare una pizza margherita senza sentirsi in colpa.
L'opinione (un po') impopolare
Non so voi, ma io a volte mi sento un po' combattuto. Voglio fare la cosa giusta, aiutare gli altri, essere una brava persona. Ma poi mi ritrovo a guardare video di gattini su internet per ore. Sono destinato alla Città dell'Uomo? Spero di no! Magari c'è un posto nel mezzo, una specie di sobborgo dove si può essere un po' umani, un po' divini. Un condominio con vista sia sul Colosseo che sul Paradiso.
Credo che Agostino, in fondo, volesse dirci che dobbiamo sforzarci di essere migliori. Di amare il prossimo, di fare la cosa giusta. Ma magari, ecco, poteva usare un linguaggio un po' meno… accademico. Un po' più "social", diciamo. Avrebbe fatto più "like", sicuramente.
Alla fine, magari La Città di Dio non è un manuale da seguire alla lettera, ma un invito a riflettere. A chiederci dove vogliamo andare, cosa vogliamo fare, e se per caso, durante il viaggio, possiamo anche prenderci un gelato. Perché, diciamocelo, un gelato mette sempre tutti d'accordo.
Quindi, la prossima volta che vi sentite persi, ricordatevi di Agostino. E magari, invece di leggere La Città di Dio dalla prima all'ultima pagina, fatevi un giro su Wikipedia. E poi prendetevi un gelato. Fidatevi, vi sentirete meglio.
"Ama e fa' ciò che vuoi." – Agostino (Forse, parafrasato un po’ troppo liberamente…)
