Inno Alla Carità San Paolo Testo
Ah, l'Inno alla Carità di San Paolo! Chi non lo conosce? Ok, forse non tutti, ma fidatevi, una volta che lo conoscete, non potrete più farne a meno. È come la ricetta segreta della nonna per un sugo che ti fa venire le lacrime agli occhi (di gioia, ovviamente!).
Un Inno... alla Frittura Perfetta? (Quasi!)
Immaginate di dover friggere le patatine. Ecco, senza carità, finirebbero bruciate fuori e crude dentro. Bisogna avere pazienza (la carità è paziente!), non bisogna invidiare la patatina dorata del vicino (la carità non è invidiosa!), e soprattutto, non bisogna mai vantarsi di aver fatto le patatine più buone del mondo (la carità non si vanta, non si gonfia d'orgoglio!). Capito? È tutto un parallelismo! San Paolo sarebbe fiero di noi.
Ma sul serio, di cosa parla?
Ok, ok, basta con le patatine. L'Inno alla Carità, o meglio, l'Inno all'Amore (perché la carità, nel senso biblico, è proprio questo: amore!), è un testo bellissimo tratto dalla Prima Lettera ai Corinzi, capitolo 13. Parla di quanto sia inutile avere tutti i talenti del mondo, parlare tutte le lingue, avere una fede incrollabile da far spostare le montagne... se non c'è l'amore, è tutto "un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna". Un disastro, insomma! È come avere un super smartphone ultimo modello, ma senza batteria. Che te ne fai?
"Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna." - Prima Lettera ai Corinzi 13,1
Un esempio? Immaginate di essere i cuochi più bravi del mondo, capaci di creare piatti stellati. Ma se lo fate solo per ricevere applausi e sentirvi superiori agli altri, e non mettete amore in quello che fate, beh, i vostri piatti saranno sì belli, ma insipidi. Saranno come quei dolci perfetti, ma che sanno solo di zucchero. Delusione totale!
Invece, se fate un piatto semplice, ma con amore, con la voglia di far felice chi lo mangia, ecco, quello è un piatto che resta nel cuore. È come la pastasciutta della mamma, che sa sempre di buono, anche se è solo pomodoro e basilico.
Dall'Egoismo... all'Amore che Non Finisce Mai!
Il bello di questo Inno è che ci mette di fronte ai nostri limiti. Quante volte siamo invidiosi? Quante volte ci vantiamo? Quante volte siamo impazienti? Tante, ammettiamolo! Ma San Paolo ci dice che possiamo fare di meglio. Possiamo scegliere di essere pazienti, di essere gentili, di essere umili. Possiamo scegliere l'amore, che, come dice sempre lui, "non avrà mai fine".
Perché, alla fine, è proprio questo il punto: l'amore è l'unica cosa che conta davvero. I talenti, le ricchezze, la fama... tutto svanisce. Ma l'amore, quello resta. È come un tatuaggio sul cuore, indelebile, eterno. Un po' come l'Inno alla Carità, che una volta che lo ascolti (o lo leggi!), ti resta dentro per sempre.
Quindi, la prossima volta che vi sentite un po' giù di morale, o che siete tentati di fare qualcosa di meschino, ricordatevi dell'Inno alla Carità. E magari, fatevi un piatto di patatine fritte. (Ma senza bruciarle, eh!).
