Il Vangelo Ambrosiano Di Oggi
Oggi, la brezza leggera che sussurra tra le pagine del Vangelo Ambrosiano ci invita a sostare. A lasciare che la Parola, antica e sempre nuova, si posi delicatamente sui nostri cuori. Non è semplice lettura, ma un incontro silenzioso, un dialogo intimo con l'Amato che si rivela attraverso le Scritture.
Proviamo a immaginare: i santi Ambrogio, figure imponenti nella fede, e coloro che, attraverso i secoli, hanno custodito e tramandato questa ricchezza spirituale. Sono testimoni silenziosi che ci accompagnano in questo cammino, ci prendono per mano e ci conducono verso la luce. La loro devozione risuona ancora oggi, un eco di preghiera che permea le parole che leggiamo.
Il Vangelo Ambrosiano di Oggi non è relegato al passato, non è un reperto archeologico da ammirare con distacco. È una fonte viva, una sorgente d’acqua zampillante che disseta la nostra anima assetata di verità. Parla al nostro presente, illumina le nostre scelte, conforta le nostre afflizioni.
La sua peculiarità risiede forse nella sua capacità di parlare direttamente al cuore, di svelare la profondità del mistero divino con una semplicità disarmante. Ci ricorda che la fede non è un complesso sistema di regole e precetti, ma un abbraccio, un abbandono fiducioso nelle braccia del Padre.
Immaginiamo un brano, una parabola, un versetto in particolare. Forse quello del Buon Samaritano, la cui compassione ci sfida ad andare oltre le apparenze, a riconoscere nel volto sofferente del prossimo il volto stesso di Cristo. O forse le parole di Gesù che invitano a perdonare settanta volte sette, un invito a spezzare le catene del rancore e dell'odio, a liberare il nostro cuore dalla prigione del risentimento.
Come possiamo accogliere questo messaggio oggi? Come possiamo incarnare nel nostro quotidiano la compassione, la misericordia, l’amore incondizionato che il Vangelo ci propone?
Iniziando dalle piccole cose. Un sorriso sincero a chi incontriamo per strada, una parola di conforto a chi è nel dolore, un gesto di gentilezza verso chi è solo e dimenticato. Ricordiamoci che ogni azione, anche la più umile, può diventare un seme di speranza, un segno tangibile della presenza di Dio nel mondo.
Siamo chiamati a vivere con umiltà, consapevoli della nostra fragilità e del nostro bisogno di perdono. A riconoscere che ogni dono che riceviamo, la vita stessa, è un atto di grazia, un segno dell'amore infinito di Dio per noi. Questo ci invita a coltivare un atteggiamento di profonda gratitudine, a ringraziare ogni giorno per le benedizioni che ci vengono donate, anche quelle che spesso diamo per scontate.
La preghiera, poi, diventa essenziale. Un momento di silenzio, di raccoglimento, in cui possiamo aprire il nostro cuore a Dio, ascoltare la sua voce, lasciarci guidare dalla sua saggezza. La preghiera non è una formula magica, ma un dialogo intimo, un incontro d'amore che trasforma la nostra vita e ci rende capaci di amare a nostra volta.
Meditiamo sulle parole del Vangelo Ambrosiano di Oggi. Lasciamo che ci interroghino, ci sfidino, ci trasformino. Non limitiamoci a leggerle, ma viviamole. Facciamo in modo che diventino la bussola che orienta il nostro cammino, la luce che illumina il nostro sentiero.
"Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me."
Queste parole di Gesù, vibranti di verità e di amore, ci invitano a seguirlo, a lasciarci condurre da Lui verso la pienezza della vita. Non un cammino facile, certo, ma un cammino illuminato dalla sua presenza, confortato dalla sua promessa.
Che il Vangelo Ambrosiano possa essere per noi, oggi e sempre, una fonte inesauribile di grazia, di pace, di gioia. Un invito costante a vivere con umiltà, gratitudine e compassione, testimoniando con la nostra vita l'amore infinito di Dio.
