Il Santo Patrono Degli Italiani
Amici, compaesani, amanti della pasta e del buon vino! Mettetevi comodi, perché oggi parliamo di una figura che più italiana di così si muore: il nostro Santo Patrono! Ma non uno a caso, eh? Parliamo del *nostro* Santo Patrono, quello che ci unisce da nord a sud, isole comprese, quello che, in un certo senso, è il garante del nostro essere... italiani!
Ma chi è 'sto benedetto Santo Patrono?
Ok, ok, forse ho esagerato un po' con l'enfasi. Non è che se non conosci il Santo Patrono ti ritirano la cittadinanza! Però, dai, sapere chi è un po' di orgoglio nazionale non fa mai male, no? Il nostro "protettore celeste" ufficiale, quello riconosciuto dalla Chiesa Cattolica come il difensore del nostro bel Paese, è niente po' po' di meno che San Francesco d'Assisi! Sì, proprio lui, quello che parlava con gli uccellini e amava i poveri. Mica pizza e fichi, eh!
Ecco, immaginatevi la scena: San Francesco che, dall'alto dei cieli, osserva le nostre (dis)avventure quotidiane. Ci vede che ci lamentiamo del traffico, che litighiamo per una partita di calcio, che ci arrabbiamo perché il caffè non è buono come quello del bar sotto casa. Ma poi ci vede anche che cantiamo a squarciagola canzoni napoletane, che ci commuoviamo davanti a un tramonto sul mare, che ci abbracciamo forte dopo una vittoria. E lui, San Francesco, sorride e pensa: "Sì, questi sono proprio i miei italiani!".
Perché proprio San Francesco?
Bella domanda! Diciamo che San Francesco incarna un po' tutti i valori che ci piacciono tanto: la semplicità, la generosità, l'amore per la natura (e per il cibo genuino, aggiungerei io!). È un santo "alla mano", uno che non si prendeva troppo sul serio e che preferiva una vita umile e piena di significato. Un po' come noi, no? Certo, magari non tutti rinunciamo ai beni materiali come ha fatto lui, ma in fondo in fondo ci piace pensare di avere un cuore grande e di essere pronti ad aiutare il prossimo. E poi, diciamocelo, chi non vorrebbe avere il dono di parlare con gli animali?
"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile." - Una frase di San Francesco che, a mio avviso, descrive bene lo spirito italiano: un mix di pragmatismo, creatività e un pizzico di follia.
Magari non lo festeggiamo tutti gli anni con una processione solenne o un pranzo pantagruelico (anche se, a pensarci bene, una scusa per mangiare non la rifiutiamo mai!), però San Francesco è lì, un punto di riferimento, un simbolo della nostra identità nazionale. È un po' come la pizza: la mangiano tutti, la amano tutti e, in fondo, ci fa sentire tutti un po' più... italiani!
Quindi, la prossima volta che vi sentite un po' persi, un po' giù di morale, un po'... poco italiani, ricordatevi di San Francesco. Ricordatevi della sua gioia di vivere, del suo amore per il creato, della sua capacità di trovare la bellezza nelle piccole cose. E magari, guardando il cielo, sussurrate un "Grazie Francesco!", non si sa mai, magari vi sentite un po' più ispirati!
E adesso scusatemi, ma mi è venuta una voglia irrefrenabile di andare ad Assisi! Qualcuno viene con me? Prometto che offrirò un aperitivo a tutti!
