I 3 Dell Ave Maria
Amici, parliamoci chiaro. Le Ave Maria sono... tante. Troppe forse?
Ok, ok, lo so. Non si dice. È una preghiera bellissima, importantissima, con una storia secolare. Ma mettiamoci nei panni di un bambino (o di un adulto con poca pazienza). Trenta secondi. E poi un altro. E un altro ancora. Non finisce più!
Parliamoci ancora più chiaro. Tre Ave Maria. Chi le ha inventate? Aveva proprio bisogno di pregarle tre volte di fila?
Non fraintendetemi! Non sto bestemmiando. Amo la Madonna. Sono cresciuto con il rosario in mano (quasi letteralmente). Ma quel trittico... quel "Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te"... TRE VOLTE!
Un'opinione impopolare (ma forse non troppo?)
Sento già le nonne indignate. Ma forse, in fondo, un po' mi capite. Non è che non crediamo. È che... ci distraiamo. Confessiamolo! Alla seconda "Ave Maria" stiamo già pensando alla cena, o a cosa faremo nel weekend. O se abbiamo chiuso il gas.
E poi, diciamocelo, la pronuncia! Quante volte abbiamo sentito un "Ave Maria chiazza di grazia"? O un "Ave Maria piena di ansia"? La fretta gioca brutti scherzi!
Alternative (per eretici moderni)
Ma quindi, cosa fare? Smettere di pregare? Assolutamente no! Magari potremmo… variare.
Invece di tre Ave Maria identiche, potremmo:
- Recitare una Ave Maria, ma con più calma e concentrazione. Assaporandone ogni parola.
- Aggiungere una piccola intenzione personale alla fine. Un pensiero per qualcuno che ha bisogno.
- Alternare l'Ave Maria con un'altra preghiera mariana. Magari il Magnificat.
Insomma, un po' di creatività non guasta! Non siamo mica robot!
Una questione di quantità (o di qualità?)
Forse il problema non è tanto la preghiera in sé, ma la sua ripetitività. Non è meglio una preghiera sentita, anche se breve, piuttosto che tre recitate distrattamente?
"Non chiunque mi dice: 'Signore, Signore!' entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." (Matteo 7:21)
Ecco, magari la volontà del Padre è che ci concentriamo un po' di più!
E poi, diciamocela tutta, tre Ave Maria ci fanno sentire un po' in colpa. Come se dovessimo "pagare un pegno" per qualcosa. Invece la preghiera dovrebbe essere un momento di gioia, di connessione, di pace.
Concludo con una provocazione: provate a recitare una sola Ave Maria, ma con il cuore. Vedrete che differenza! E se poi vi sentite in colpa, potete sempre aggiungerne altre due. Ma fatelo solo se ne sentite veramente il bisogno.
Ricordate, l'importante è pregare. Che siano una, tre, o cento Ave Maria. L'importante è che vengano dal cuore.
E se, dopo aver letto questo articolo, vi sentite ancora offesi... beh, recitate tre Ave Maria per me!
