Gerusalemme Basilica Del Santo Sepolcro
Gerusalemme. Basta il nome per evocare storia, fede, conflitti. Ma al di là dei titoli dei giornali, nel cuore della città vecchia, si nasconde un posto pazzesco: la Basilica del Santo Sepolcro. Dimenticate le chiese immacolate e silenziose. Qui siamo nel vivo, nel casino, nella vita!
Pensate a un condominio. Un condominio molto, molto antico, gestito da diverse famiglie. Solo che le famiglie, in questo caso, sono le principali confessioni cristiane: greco-ortodossa, cattolica (tramite i Francescani), armena, copta, siriana e etiope. E ognuna ha la sua fetta di basilica, il suo orario per la messa, le sue processioni. Immaginate le riunioni di condominio! Devono essere qualcosa di epico!
E poi ci sono le chiavi. La porta della basilica, quella principale, non è in mano a nessuna di queste confessioni. Pensate, una volta per evitare litigi, la gestione delle chiavi fu affidata a una famiglia musulmana, i Joudeh. E ancora oggi, ogni giorno, un membro della famiglia Joudeh apre e chiude la porta. Un po' come il custode del palazzo, solo che il suo "palazzo" è il luogo più sacro della cristianità. Chissà se si rende conto ogni mattina?
Un Puzzle di Pietra e Fede
La basilica è un vero e proprio puzzle. Un mix di stili architettonici accumulati nei secoli. C'è la rotonda dove si trova il Sepolcro, una specie di piccola edicola, sempre affollatissima. C'è il Calvario, dove si dice sia stata crocifisso Gesù. C'è la pietra dell'Unzione, dove il suo corpo fu preparato per la sepoltura. Un labirinto di cappelle, altari, candele, icone e profumo d'incenso. E turisti, tanti turisti, di ogni lingua e cultura, che si fanno largo a gomitate per toccare un pezzo di pietra.
Liti Divine?
Certo, non è tutto rose e fiori. La convivenza tra le diverse confessioni non è sempre facile. Si racconta di liti furibonde per un centimetro di spazio, per un vaso di fiori spostato, per un orario di preghiera sforato. A volte, la polizia israeliana deve intervenire per sedare gli animi. Un po' come la nonna che litiga con la vicina per il bucato steso.
Ma, nonostante tutto, c'è qualcosa di magico in questo posto. Un senso di profonda spiritualità, un'atmosfera carica di storia e di fede. Anche se sei ateo, è difficile rimanere indifferenti di fronte a tanta energia. Magari non credi ai miracoli, ma ti rendi conto che quel luogo ha qualcosa di speciale, qualcosa che va oltre la pietra e il cemento.
E poi, diciamocelo, è uno spettacolo! Le processioni ortodosse con i loro canti solenni, i Francescani con le loro tuniche marroni, gli Armeni con i loro cappelli appuntiti. Un vero e proprio carnevale religioso, un'esplosione di colori e di suoni che ti travolge.
La prossima volta che sentirete parlare della Basilica del Santo Sepolcro, non pensate solo alla religione o alla politica. Pensate a un condominio un po' sgangherato, gestito da famiglie molto diverse tra loro, dove a volte volano gli stracci, ma dove, alla fine, si cerca di convivere pacificamente. E ricordatevi del custode musulmano, che ogni mattina apre la porta a un pezzo di storia. Una storia che continua a essere scritta, giorno dopo giorno.
