Fare Le Candele In Casa
L'altro giorno, complice una pioggia torrenziale e una certa noia domenicale, mi è venuta un'idea folle: fare le candele in casa. Sì, proprio io, che al massimo so distinguere una candela profumata alla lavanda da una al limone. Non mi sono scoraggiata. Ho pensato: "Ma che sarà mai? Sciogliere della cera e metterci uno stoppino!". Ingenua, lo ammetto.
La Ricetta della Catastrofe (o Quasi)
Ho subito consultato internet, ovviamente. Migliaia di tutorial, tutti facilissimi, tutti che promettevano un risultato perfetto in dieci minuti. Mi sono fidata. Primo errore. Ho recuperato avanzi di vecchie candele (di quelle, sì, profumate alla lavanda e al limone), una pentola vecchia (sacrificabile), degli spiedini di legno (per tenere fermo lo stoppino, dicevano) e... via!
La Cera Ribelle
Il primo intoppo è stato la cera. Credevo si sciogliesse come burro al sole, invece sembrava testarda. Bollicine dappertutto, un odore strano (un mix tra lavanda chimica e bruciato), e la cera che si rifiutava di diventare liquida in modo uniforme. Ho continuato a mescolare, imperterrita, sentendomi un po' strega indaffarata.
Poi, il disastro. Un pezzo di cera ribelle è schizzato fuori dalla pentola, finendo dritto sul mio maglione preferito (quello di lana grossa, impossibile da lavare). Panico! Urla! Ho cercato di pulire alla bell'e meglio, ma ormai la macchia era lì, imperitura, a ricordarmi la mia ambizione fallita.
Non mi sono data per vinta (secondo errore?). Ho travasato la cera (più simile a una pozione magica venuta male che a cera fusa) in un barattolo di vetro riciclato (pensavo di essere anche ecologica). Ho fissato lo stoppino con gli spiedini, che ovviamente scivolavano di continuo. Sembrava di dover operare un paziente in sala operatoria, solo che il paziente era una candela e io ero un chirurgo improvvisato.
Un Tocco di...Genio?
La parte divertente è arrivata quando ho cercato di profumare la candela. Non avendo essenze specifiche, ho improvvisato. Ho frugato in dispensa e ho trovato... della cannella in polvere. "Perfetto!" ho pensato, "Cannella e lavanda, un abbinamento audace!". Audace, in effetti, lo è stato. L'odore che ne è uscito era qualcosa di indescrivibile, una via di mezzo tra una tisana andata a male e una profumeria incendiata.
Ho aggiunto anche qualche goccia di olio essenziale all'arancia (per coprire, disperatamente, il disastro olfattivo). Il risultato? Un profumo talmente strano da risultare... affascinante. Ricordava vagamente i mercatini di Natale, ma con una nota di bruciato e di disperazione.
Alla fine, la candela (sopravvissuta all'incidente del maglione, alla cannella e all'olio d'arancia) ha preso forma. Un po' storta, un po' macchiata, con un profumo che definire "unico" è un eufemismo. Ma era la mia candela. Fatta con le mie mani (e con un sacco di pasticci).
Il Test del Fuoco
L'ho accesa, con un misto di timore e orgoglio. La fiamma era instabile, tremolante, quasi a volermi dire: "Sei sicura di quello che stai facendo?". Ma alla fine ha resistito. E ha illuminato la stanza con una luce... particolare. Forse un po' giallognola, forse un po' troppo intensa, ma comunque una luce.
Morale della favola? Fare le candele in casa è più complicato di quello che sembra. Richiede pazienza, un pizzico di fortuna e la capacità di ridere dei propri errori. E, soprattutto, una certa tolleranza per gli odori improbabili. Proverò di nuovo? Forse. Ma la prossima volta mi armerò di guanti, grembiule e una buona scorta di candeggina per il maglione. E, magari, seguirò un tutorial un po' più serio. Però, ammetto, la mia candela storta e profumata di cannella-lavanda-arancia ha un suo innegabile... carattere.
