Elisabetta Ii Del Regno Unito Nonni
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
Oggi, vorrei invitarvi a riflettere su un aspetto della vita di una figura storica che, pur appartenendo ad un’altra confessione cristiana, ha incarnato molti valori che ci sono cari: la Regina Elisabetta II del Regno Unito. Più precisamente, vorrei che ci concentrassimo sui suoi nonni e sull'influenza che essi hanno avuto sulla sua vita e, per estensione, su noi, la comunità di fede.
Potrebbe sembrare un tema insolito, ma, come vedremo, la storia dei suoi nonni racchiude lezioni preziose sulla fede, sulla famiglia e sul servizio al prossimo, valori che ci uniscono e che illuminano il nostro cammino spirituale.
I nonni, figure spesso silenziose ma profondamente significative, tessono le trame delle nostre vite con fili di saggezza, amore e tradizione. Essi sono i custodi delle radici familiari, i narratori di storie che ci connettono al passato e ci proiettano verso il futuro. La loro presenza, anche quando non più fisica, continua ad aleggiare sulle nostre esistenze, guidandoci e ispirandoci.
I Nonni Materni: La Contessa di Strathmore e Kinghorne
Consideriamo innanzitutto i nonni materni di Elisabetta II: Claude Bowes-Lyon, Conte di Strathmore e Kinghorne, e Cecilia Bowes-Lyon, Contessa di Strathmore e Kinghorne. Erano una coppia profondamente radicata nella vita rurale scozzese, lontana dai fasti e dalle formalità della corte reale. La loro vita era semplice, basata sui valori della famiglia, del lavoro e della fede cristiana anglicana. La loro residenza, Glamis Castle, era un luogo di accoglienza e di calore, dove la giovane Elisabetta trascorreva lunghi periodi durante l'infanzia.
La Contessa di Strathmore, in particolare, era una figura di grande spiritualità e gentilezza. Era conosciuta per la sua profonda fede e per la sua dedizione al servizio della comunità. Durante la Prima Guerra Mondiale, trasformò parte di Glamis Castle in un ospedale per i soldati feriti, dimostrando un amore concreto e tangibile per il prossimo. Questa sua compassione e il suo spirito di sacrificio hanno sicuramente influenzato la nipote Elisabetta, che a sua volta ha dedicato la sua vita al servizio del suo popolo.
Possiamo immaginare la giovane Elisabetta seduta ai piedi della nonna, ascoltando le sue storie, imparando da lei l'importanza della preghiera e della carità. Possiamo immaginarla osservando la nonna prendersi cura dei malati e dei bisognosi, interiorizzando un modello di servizio che avrebbe poi incarnato per tutta la vita. Ecco perché la loro figura, pur appartenendo ad un’altra confessione cristiana, ci parla: perché ci ricorda che l'amore per il prossimo è un comandamento universale, che trascende le differenze di fede e di cultura.
Rilevanza nella Nostra Vita di Preghiera
Possiamo trarre ispirazione dalla Contessa di Strathmore per arricchire la nostra vita di preghiera. Chiediamo a Dio di donarci la stessa compassione e lo stesso desiderio di servire gli altri. Preghiamo per coloro che soffrono, per i malati, per i bisognosi. Preghiamo per la nostra famiglia, affinché l'amore e la fede siano sempre al centro della nostra vita domestica. Preghiamo per i nostri nonni, vivi o defunti, perché il loro esempio continui a guidarci nel nostro cammino.
I Nonni Paterni: Giorgio V e la Regina Mary
Passiamo ora ai nonni paterni di Elisabetta II: Giorgio V e la Regina Mary. Giorgio V, re d'Inghilterra durante la Prima Guerra Mondiale e in un periodo di grandi cambiamenti sociali, era un uomo di grande integrità e senso del dovere. La sua figura, austera e severa, incarnava la stabilità e la continuità in un'epoca di incertezza. La Regina Mary, invece, era una donna di grande cultura e raffinatezza, appassionata di storia e di arte. Insieme, rappresentavano un pilastro di forza e di unità per il Regno Unito.
Giorgio V era un uomo di profonda fede anglicana. Credeva fermamente nel suo ruolo di capo della Chiesa d'Inghilterra e considerava la sua fede come un fondamento della sua vita e del suo regno. Incoraggiava la preghiera e la lettura della Bibbia e partecipava regolarmente alle funzioni religiose. La sua devozione religiosa ha sicuramente influenzato il nipote, Giorgio VI, padre di Elisabetta, e, di conseguenza, la stessa Regina Elisabetta, che ha sempre manifestato una profonda fede e un forte senso del dovere.
La Regina Mary era conosciuta per la sua forza d'animo e la sua dedizione al suo ruolo. Era una donna di grande eleganza e dignità, ma anche di grande umanità. Durante la Prima Guerra Mondiale, si dedicò attivamente a sostenere le truppe e le famiglie dei soldati. Il suo esempio di coraggio e di resilienza ha ispirato generazioni di donne britanniche.
Possiamo immaginare il giovane Giorgio VI, padre di Elisabetta, crescere all'ombra di questi due figure così importanti. Possiamo immaginare i suoi genitori, Giorgio V e Maria, insegnargli l'importanza del dovere, della responsabilità e della fede. Possiamo immaginare la Regina Mary guidare il nipote nel percorso spirituale, nella scoperta delle Sacre Scritture e nella comprensione della volontà di Dio. Questi insegnamenti, trasmessi di generazione in generazione, hanno plasmato la vita di Elisabetta II e hanno contribuito a fare di lei la sovrana che tutti conosciamo.
Rilevanza nella Nostra Famiglia
La storia di Giorgio V e della Regina Mary ci invita a riflettere sul ruolo dei nonni nella nostra famiglia. Incoraggiamo i nostri figli a trascorrere del tempo con i loro nonni, ad ascoltare le loro storie, ad imparare dalla loro saggezza. Cerchiamo di creare un ambiente familiare in cui i nonni si sentano amati, rispettati e valorizzati. Ricordiamoci che i nonni sono una risorsa preziosa per la nostra famiglia, un ponte tra il passato e il futuro.
La fede, trasmessa di generazione in generazione, è un dono prezioso che dobbiamo custodire e coltivare. Incoraggiamo i nostri figli a pregare, a leggere la Bibbia e a partecipare alla vita della comunità di fede. Cerchiamo di essere per loro un esempio di fede autentica e vivace.
Un'Eredità di Fede e Servizio
La storia dei nonni di Elisabetta II ci insegna che la fede, la famiglia e il servizio al prossimo sono valori fondamentali che ci uniscono e che illuminano il nostro cammino spirituale. La loro vita, pur appartenendo ad un’altra confessione cristiana, ci ricorda che l'amore per Dio e per il prossimo è un comandamento universale che dobbiamo sforzarci di vivere ogni giorno.
Che il loro esempio possa ispirarci a essere cristiani migliori, a vivere con fede, speranza e carità. Che possiamo seguire le loro orme, dedicando la nostra vita al servizio di Dio e del prossimo. Che la nostra comunità di fede possa essere un luogo di accoglienza, di amore e di solidarietà, dove tutti si sentono amati e valorizzati.
Ricordiamo sempre che siamo tutti parte della stessa famiglia di Dio, uniti dall'amore di Cristo. Preghiamo gli uni per gli altri, sosteniamoci a vicenda nel nostro cammino di fede e cerchiamo di vivere ogni giorno secondo la volontà di Dio.
Rilevanza nella Nostra Comunità di Fede
La storia dei nonni di Elisabetta II ci invita a rafforzare l'unità nella nostra comunità di fede. Cerchiamo di superare le divisioni e le incomprensioni e di costruire un ambiente di amore e di rispetto reciproco. Incoraggiamo il dialogo e la collaborazione tra i membri della nostra comunità e impegniamoci a servire insieme i più bisognosi.
La speranza è un dono prezioso che ci viene da Dio. Non perdiamo mai la speranza, anche nei momenti più difficili. Affidiamoci alla provvidenza divina e crediamo che Dio ha un piano per ognuno di noi. Cerchiamo di essere portatori di speranza per gli altri, incoraggiandoli e sostenendoli nel loro cammino.
Carissimi, che l'esempio dei nonni di Elisabetta II, la loro fede incrollabile e il loro servizio disinteressato, ci ispirino a vivere una vita più piena e significativa, una vita che onori Dio e che benedica il mondo.
Con affetto fraterno.
