Di Quale Malattia è Morto San Francesco D'assisi
Fratelli e sorelle in Cristo, oggi volgiamo il nostro sguardo, con riverenza e profonda riflessione, all'ultimo capitolo della vita terrena di San Francesco d'Assisi. Con umiltà e spirito di preghiera, cercheremo di comprendere la malattia che lo condusse al riposo eterno, non per mera curiosità storica, ma per trarre ispirazione e guida per il nostro cammino di fede.
Determinare con assoluta certezza la causa esatta della morte di San Francesco, avvenuta il 3 ottobre 1226, si rivela un compito arduo, considerando le conoscenze mediche limitate dell'epoca e la scarsità di documentazione dettagliata. Tuttavia, grazie a testimonianze storiche, agiografie e analisi di studiosi, possiamo delineare un quadro plausibile delle sue sofferenze.
È ampiamente accettato che San Francesco abbia sofferto per gran parte della sua vita adulta di diverse condizioni mediche debilitanti. Tra queste, una delle più significative fu senza dubbio una grave malattia agli occhi, probabilmente tracoma, una infezione batterica che causa infiammazione cronica della congiuntiva e della cornea, portando alla cecità. Fonti dell'epoca descrivono come Francesco sopportasse forti dolori agli occhi e come, nonostante ciò, continuasse a predicare e a servire i poveri con instancabile zelo.
Un'altra condizione medica che afflisse San Francesco fu la sua salute precaria a seguito dei digiuni e delle penitenze che si auto-imponeva, spinto dal desiderio di conformarsi sempre più all'immagine di Cristo sofferente. Questi digiuni prolungati, sebbene motivati da una profonda spiritualità, contribuirono inevitabilmente a indebolire il suo fisico già provato da una vita di rinunce e privazioni.
Inoltre, si ritiene che San Francesco abbia sofferto di problemi al fegato e allo stomaco. Alcune interpretazioni suggeriscono una possibile epatite o una forma di cirrosi, forse aggravata dalle frequenti peregrinazioni e dalla dieta irregolare. Le sue condizioni di salute furono ulteriormente compromesse dalla sua decisione di recarsi in Oriente durante la Quinta Crociata, dove contrasse infezioni che minarono ulteriormente il suo fisico.
È importante ricordare che San Francesco accettò le sue sofferenze con pazienza e umiltà, vedendole come un'opportunità per unirsi più intimamente alla Passione di Cristo. Questo atteggiamento rispecchia l'insegnamento biblico che troviamo, ad esempio, nelle parole di San Paolo: "Sono stato crocifisso con Cristo, e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Galati 2:20). La sofferenza, vissuta con fede e abbandono alla volontà di Dio, può diventare un potente strumento di purificazione e di crescita spirituale.
Riflessioni Teologiche
La malattia e la morte di San Francesco ci invitano a meditare su diverse verità teologiche fondamentali. Innanzitutto, ci ricordano la fragilità e la caducità della vita terrena. Come leggiamo nel libro di Giobbe: "L'uomo, nato da donna, ha vita breve, piena d'inquietudine" (Giobbe 14:1). La consapevolezza della nostra mortalità dovrebbe spingerci a vivere ogni giorno con gratitudine e a concentrarci su ciò che conta veramente: l'amore di Dio e del prossimo.
In secondo luogo, la sofferenza di San Francesco ci mostra come la croce sia una realtà inevitabile nella vita del cristiano. Gesù stesso ci ha avvertito: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Matteo 16:24). La sofferenza, se accettata con fede e offerta a Dio, può diventare un cammino di santificazione e di redenzione.
Infine, la morte di San Francesco ci ricorda la promessa della vita eterna. Come scrive San Paolo: "Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui" (Romani 6:8). La nostra speranza non è riposta in questa vita terrena, ma nella vita eterna che Dio ci ha promesso attraverso la risurrezione di Gesù Cristo.
Lezioni per il Cammino di Fede
Quali lezioni possiamo trarre dalla vita e dalla morte di San Francesco per il nostro cammino di fede quotidiano?
Umiltà e semplicità: San Francesco ci insegna a vivere una vita umile e semplice, distaccati dai beni materiali e concentrati sui valori spirituali. Cerchiamo di imitare la sua povertà di spirito, confidando nella provvidenza di Dio e condividendo ciò che abbiamo con i più bisognosi.
Amore per il prossimo: San Francesco dedicò la sua vita al servizio dei poveri e degli emarginati. Impariamo da lui ad amare il prossimo come noi stessi, accogliendo e aiutando chi è nel bisogno.
Preghiera e contemplazione: San Francesco trascorreva molto tempo in preghiera e contemplazione, nutrendo la sua anima con la Parola di Dio. Imitiamo il suo esempio, dedicando ogni giorno del tempo alla preghiera e alla lettura delle Sacre Scritture.
Accettazione della sofferenza: San Francesco accettò le sue sofferenze con pazienza e umiltà, vedendole come un'opportunità per unirsi alla Passione di Cristo. Cerchiamo di imitare la sua fede, offrendo a Dio le nostre sofferenze e confidando nella sua misericordia.
In conclusione, sebbene non possiamo determinare con precisione ogni dettaglio medico della malattia che portò San Francesco alla morte, possiamo contemplare la sua vita come un esempio luminoso di fede, speranza e carità. La sua sofferenza, accettata con amore e abbandono alla volontà di Dio, ci indica la via della santificazione e ci invita a seguire le orme di Cristo. Possa la vita e la morte di San Francesco ispirarci a vivere una vita più autentica e più vicina a Dio. Preghiamo.
