Di Cosa Parla Il Cantico Delle Creature
Allora, parliamoci chiaro. Il Cantico delle Creature di San Francesco? Tutti lo venerano. Lo studiano a scuola. Lo recitano a memoria. Ma... di cosa parla davvero?
Sia chiaro, io non sono un’esperta di teologia medievale. Anzi, a dirla tutta, la mia conoscenza della teologia si limita a sapere che "teologia" inizia con la "t". Però, ho letto Il Cantico diverse volte. E ho una mia, diciamo, interpretazione. Un po' irriverente, forse.
Un Ringraziamento (un po' Particolare)
In superficie, sembra una preghiera di ringraziamento. Ringraziamo per il sole. Ringraziamo per la luna. Ringraziamo per le stelle. Fin qui, tutto bene. Roba da "Oggi ringrazio per..." dei gruppi di supporto.
Ma aspettate un attimo...
Poi arrivano il vento, l'acqua, il fuoco, la terra. E qui, secondo me, inizia la festa. Perché Francesco non si limita a dire "grazie" e basta. No, no. Lui personifica questi elementi. Li esalta. Quasi li... idolatra? Ok, forse "idolatra" è una parola forte. Diciamo che li trova proprio cool.
E poi c'è la morte. "Laudato si', mi' Signore, per sora nostra Morte corporale". Cioè, uno ringrazia per la morte? Seriously? Sarà che io ho un rapporto un po' conflittuale con l'idea della mia dipartita, ma mi sembra un tantino eccessivo.
La Mia Opinione Impopolare
Ecco la mia opinione, preparatevi. Secondo me, Il Cantico delle Creature è un po' come quella volta che hai ringraziato la tua amica per aver organizzato la festa a sorpresa, ma in realtà eri più sollevato che fosse finita.
Mi spiego meglio: Francesco è malato. Soffre. È quasi cieco. Magari è anche un po' annoiato. E invece di lamentarsi, decide di trovare qualcosa di positivo in tutto. Anche nella sofferenza. Anche nella morte. È un modo per dire: "Ok, la vita è dura. Ma almeno c'è il sole. E il fuoco scalda."
E allora, cari miei, forse Il Cantico non è solo una preghiera di ringraziamento. Forse è un promemoria. Un reminder che ci dice di cercare la bellezza anche quando non ne vediamo. Di apprezzare le piccole cose. Di essere grati... anche quando vorremmo solo lamentarci.
E magari, anche di ringraziare per la morte... Ma su questo, lasciatemelo dire, ho ancora qualche dubbio.
Perché, diciamocelo, essere grati per la morte è un po' come ringraziare il dentista per averci tolto il dente del giudizio. Sì, sappiamo che era necessario. Ma non è che ci saltiamo addosso per abbracciarlo.
In conclusione? Il Cantico delle Creature è geniale. È commovente. È... un po' strano. Ma è proprio questa sua stranezza che lo rende così affascinante. E forse, in fondo, anche un po' rivoluzionario. Un inno alla vita, anche quando la vita fa schifo. E su questo, credo che possiamo essere tutti d'accordo.
O no?
