Da Dove Veniamo Chi Siamo Dove Andiamo
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
Avrete sicuramente sentito spesso risuonare nel profondo del cuore queste domande: Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Sono interrogativi antichi come l’umanità stessa, domande che affiorano nei momenti di quiete, nelle notti insonni, quando il velo delle preoccupazioni quotidiane si assottiglia e ci si ritrova faccia a faccia con l’essenza della nostra esistenza.
Ma cosa significa per noi, comunità di credenti, meditare su queste tre domande fondamentali? Non si tratta di un mero esercizio filosofico, bensì di un’immersione profonda nelle radici della nostra fede, un viaggio interiore che rafforza la nostra unità, accresce la nostra speranza e ci spinge a vivere con maggiore consapevolezza la nostra vocazione cristiana.
Radici nel Padre: "Da Dove Veniamo?"
La risposta a "Da dove veniamo?" è chiara e inequivocabile per chi crede: veniamo da Dio. Siamo creature sue, plasmati ad immagine e somiglianza del Creatore (Genesi 1:27). Non siamo frutto del caso, di una combinazione fortuita di eventi. La nostra esistenza è un atto d’amore divino, un dono prezioso ricevuto per grazia.
Meditare su questa verità fondamentale ha un impatto profondo sulla nostra vita di preghiera. Non ci rivolgiamo a un’entità lontana e impersonale, ma al nostro Padre, al principio e alla fine di tutte le cose (Apocalisse 22:13). La preghiera diventa un dialogo intimo, un abbandono fiducioso nelle sue mani amorevoli.
"Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome..." (Matteo 6:9)
Riconoscere che veniamo da Dio rafforza anche i legami familiari. I genitori non sono solo i responsabili della procreazione, ma i custodi di un dono divino. I figli, a loro volta, sono chiamati a onorare i genitori, consapevoli di essere parte di una catena d’amore che si radica nel Creatore.
Implicazioni per la Comunità di Fede
La consapevolezza della nostra origine divina ci unisce in un modo speciale come comunità di fede. Siamo tutti figli dello stesso Padre, fratelli e sorelle in Cristo (Romani 8:14-17). Le differenze di età, provenienza, estrazione sociale si attenuano di fronte alla comune identità di creature amate da Dio.
Questo senso di fratellanza si traduce in una maggiore solidarietà, in un’attenzione particolare ai bisogni degli altri, soprattutto dei più deboli e vulnerabili. Se riconosciamo in ogni persona l’immagine di Dio, siamo chiamati a trattarla con rispetto, dignità e compassione.
Identità in Cristo: "Chi Siamo?"
La domanda "Chi siamo?" trova la sua risposta definitiva in Gesù Cristo. Attraverso il battesimo, siamo diventati membra del suo Corpo, partecipi della sua natura divina (2 Pietro 1:4). La nostra identità non è più definita solo dalle nostre qualità personali, dai nostri successi o fallimenti, ma dalla nostra relazione con Cristo.
Siamo chiamati a vivere come cristiani, seguaci di Cristo, testimoni del suo amore nel mondo. Questo implica un impegno costante a conformare la nostra vita al suo esempio, a imitare le sue virtù, a mettere in pratica i suoi insegnamenti. Non è un compito facile, ma con la grazia di Dio possiamo farcela.
Questa consapevolezza cambia radicalmente il nostro modo di pregare. Non chiediamo solo favori o benedizioni, ma soprattutto la forza di vivere in conformità alla volontà di Dio, di essere strumenti del suo amore nel mondo.
"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà." (Luca 22:42)
Essere cristiani significa anche accogliere la croce, affrontare le difficoltà e le sofferenze con la forza che deriva dalla fede. Sappiamo che non siamo soli, che Cristo è con noi in ogni momento, che la sua risurrezione è la promessa della nostra vittoria sul peccato e sulla morte.
Unità nella Diversità
L'identità in Cristo non annulla la nostra individualità, ma la valorizza. Siamo tutti diversi, con talenti, carismi e vocazioni uniche. Ma è proprio nella diversità che si manifesta la ricchezza del Corpo di Cristo. Ogni membro è importante, ogni contributo è prezioso.
La comunità di fede è chiamata a promuovere l'unità nella diversità, a valorizzare i doni di ciascuno, a creare uno spazio in cui tutti possano sentirsi accolti, amati e valorizzati. Questo richiede un impegno costante al dialogo, all'ascolto reciproco, alla comprensione e al perdono.
Speranza nel Regno: "Dove Andiamo?"
La terza domanda, "Dove andiamo?", ci proietta verso il futuro, verso la speranza del Regno di Dio. Non siamo destinati alla distruzione, al nulla. La nostra vita ha un senso, una direzione, un fine ultimo: la comunione eterna con Dio.
La morte non è la fine, ma un passaggio, una porta che si apre sulla vita eterna. Crediamo nella risurrezione dei morti e nella vita del mondo che verrà (Credo niceno-costantinopolitano). Questa speranza ci sostiene nei momenti difficili, ci dà la forza di perseverare nella fede, ci spinge a vivere con amore e generosità.
La speranza della vita eterna non è una fuga dalla realtà, ma un invito a trasformare il mondo, a renderlo più giusto, più umano, più conforme al Regno di Dio. Siamo chiamati a lavorare per la pace, la giustizia, la solidarietà, sapendo che il nostro impegno non è vano, che i nostri sforzi contribuiranno alla realizzazione del Regno.
"Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra." (Matteo 6:10)
La consapevolezza del nostro destino eterno influenza profondamente la nostra vita di preghiera. Non chiediamo solo beni materiali o successi terreni, ma soprattutto la grazia di vivere in modo degno della nostra vocazione, di essere fedeli a Dio fino alla fine.
Testimoni di Speranza
Come comunità di fede, siamo chiamati a essere testimoni di speranza in un mondo spesso segnato dalla paura, dalla disperazione e dalla mancanza di senso. Dobbiamo annunciare con la nostra vita che la speranza è possibile, che il futuro è nelle mani di Dio, che il Regno di Dio è già presente in mezzo a noi.
Questo richiede un impegno costante alla carità, alla prossimità, all'attenzione ai bisogni degli altri, soprattutto dei più emarginati e dimenticati. Dobbiamo essere segni visibili dell'amore di Dio, portatori di gioia e di speranza in un mondo che ne ha tanto bisogno.
Meditare sulle domande Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? è un cammino di fede che ci rafforza nell'unità, nella speranza e nell'amore. Che lo Spirito Santo ci illumini e ci guidi in questo viaggio, affinché possiamo vivere con sempre maggiore consapevolezza la nostra vocazione cristiana, glorificando il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
In Cristo,
Un vostro fratello.
