Come Si Fa La Confessione
Amici, amiche, confessiamoci! Avete presente quella sensazione di leggerezza dopo aver fatto una bella risata, dopo una corsa liberatoria o dopo aver mangiato un piatto di pasta alla carbonara fatto a regola d'arte? Ecco, la confessione può darvi la stessa identica sensazione, solo che invece di alleggerire il corpo, alleggerisce l'anima!
Preparazione, l'ABC della Confessione
Prima di tutto, niente panico! Non stiamo andando a sostenere un esame di stato, ma a fare una chiacchierata sincera con un rappresentante speciale di Dio. Quindi, rilassatevi e preparatevi. Come? Pensate a cosa volete dire. Non serve fare un elenco chilometrico di ogni singola marachella commessa dal giorno in cui siete nati (a meno che, appunto, non vogliate!). Concentratevi su quelle cose che vi pesano davvero, quelle che vi fanno dire "Uff, avrei potuto fare di meglio".
Immaginate di dover spiegare a un amico perché siete arrivati tardi a un appuntamento. Non gli direste "Beh, mi sono svegliato tardi, poi il gatto ha vomitato, poi ho trovato un semaforo rosso e il mio oroscopo diceva che oggi sarei stato sfortunato!". No, gli direste semplicemente "Scusa, sono arrivato tardi perché ho fatto un po' di fatica a organizzarmi". Ecco, con il prete è lo stesso: siate onesti, ma senza dilungarvi troppo in dettagli inutili. A meno che, ovviamente, non vogliate intrattenerlo con aneddoti esilaranti sulla vita dei vostri gatti!
Il Confessionale: Non Mordetevi le Unghie!
Ok, siete pronti e vi trovate davanti al confessionale. Che fare? Niente di strano. Entrate, inginocchiatevi (o sedetevi, se preferite), fate il segno della croce e dite: "Benedicimi, padre, perché ho peccato. L'ultima volta che mi sono confessato è stato…" (e qui dite quanto tempo è passato). Se non ve lo ricordate, non preoccupatevi, dite semplicemente "Tanto tempo fa" e nessuno vi giudicherà. Promesso!
Poi iniziate a raccontare. Ricordatevi, non è una gara a chi ha fatto la cosa peggiore. Semplicemente, dite quello che avete sul cuore. Sentitevi liberi di usare le vostre parole. Non c'è bisogno di usare un linguaggio forbito o termini complicati. Dio, e il prete, vi capiranno benissimo anche se usate un linguaggio semplice e diretto.
Un esempio? Invece di dire "Ho ceduto alle lusinghe della gola e ho consumato una quantità eccessiva di alimenti ipercalorici", potete dire semplicemente "Ho mangiato troppa torta!". Va benissimo lo stesso! Anzi, forse è anche più efficace.
Dopo la Tempesta… arriva l'Assoluzione!
Dopo aver confessato i vostri peccatucci, il prete vi darà qualche consiglio, vi suggerirà di fare qualcosa di buono per riparare ai vostri errori (la famosa "penitenza") e poi vi darà l'assoluzione. A quel punto, dite l'atto di dolore, fate il segno della croce e… voilà! Siete di nuovo puliti come una rosa (o quasi!).
"Ma se non mi ricordo l'atto di dolore?"
Nessun problema! Il prete ve lo suggerirà, oppure potrete leggerlo da un foglietto. L'importante è che siate sinceri nel vostro pentimento.
Uscite dal confessionale sentendovi più leggeri, più sereni e più pronti ad affrontare la vita con un sorriso. Ricordatevi: la confessione non è una punizione, ma un'opportunità per ricominciare, per fare meglio e per sentirsi in pace con se stessi e con il mondo intero. E poi, diciamocelo, è un'ottima scusa per andare a mangiare un gelato e festeggiare la ritrovata leggerezza d'animo!
Quindi, cosa aspettate? Confessatevi e… liberatevi! È un vero toccasana per l'anima!
