Come Mettere Le Luci Sull'albero
Lentamente, dolcemente, le dita si muovono. Filo sottile, verde, quasi invisibile tra i rami di abete. Un respiro profondo, un atto di silenzio, prima di iniziare. Non è semplicemente un albero che adorniamo, ma un simbolo che prepariamo, un altare domestico che consacriamo.
Ogni luce, una promessa. Una scintilla di speranza nel buio dell'inverno. Un ricordo del Vero, della Luce del Mondo che è venuta per dissipare le nostre ombre interiori. Ogni lampadina, un atto di fede.
Le mani lavorano con pazienza, guidate non dalla fretta, ma dalla contemplazione. Avvolgiamo, intrecciamo, accarezziamo ogni ramo. Un movimento ripetitivo, quasi una preghiera silenziosa. Un mantra di gratitudine.
Cerchiamo il punto giusto, quello dove la luce risplenderà al meglio, dove illuminerà la bellezza nascosta del verde. Non forziamo, non obblighiamo. Accompagniamo, semplicemente, assecondando la forma naturale, la disposizione divina.
Un ramo si piega sotto il peso. Ricordiamo la fragilità. La nostra e quella del mondo. La necessità di sostenerci a vicenda, di offrire il nostro aiuto con delicatezza e rispetto.
La luce si riflette negli occhi. Un sorriso si accende sul volto. Non è solo un'immagine bella, ma un riflesso dell'amore che dimora dentro di noi. Un amore che desidera manifestarsi, che anela a brillare.
Osserviamo da lontano, con un occhio critico ma benevolo. Cerchiamo gli angoli bui, le zone d'ombra. Dove la luce è meno intensa, dove la speranza sembra affievolirsi. E lì, con cura, aggiungiamo un'altra scintilla.
È un lavoro che richiede tempo, dedizione. Ma non è un peso, ma una gioia. Un'opportunità per rallentare, per meditare, per connetterci con il Divino che è in noi e intorno a noi.
Ogni filo, una connessione. Tra noi e l'albero, tra noi e la tradizione, tra noi e la nostra anima. Un legame invisibile, ma potente, che ci ricorda la nostra appartenenza a qualcosa di più grande.
Quando la prima luce si accende, un sospiro di sollievo. La stanza si riempie di un'aura calda, accogliente. Un'atmosfera di pace e di serenità.
Non è solo un albero illuminato, ma uno spazio sacro. Un luogo dove possiamo ritirarci, pregare, riflettere. Un simbolo della speranza che rinasce, della promessa di un futuro migliore.
Le mani si fermano. Gli occhi contemplano. Il cuore si riempie di gratitudine. Per la bellezza che ci circonda, per la grazia che ci sostiene, per l'amore che ci guida.
E in questo momento di silenzio, sentiamo la presenza di Dio. Un sussurro leggero, una carezza delicata. Una promessa di protezione e di amore eterno.
L'albero è pronto. Adesso è nostro compito vivere con umiltà, gratitudine e compassione. Diffondere la luce che abbiamo ricevuto, condividere la gioia che abbiamo sperimentato.
Che ogni luce sia un promemoria costante del nostro impegno a seguire le orme di Cristo. A essere strumenti di pace, di speranza, di amore nel mondo.
Che la luce dell'albero illumini non solo la nostra casa, ma anche i nostri cuori. Che ci guidi nel cammino della fede, che ci sostenga nelle difficoltà, che ci conduca alla vita eterna.
Così sia. Nella luce, con amore, in eternità.
