Come è Morto San Francesco
Fratelli e sorelle in Cristo, oggi volgiamo il nostro sguardo verso un evento che segna la fine di una vita straordinaria, ma anche l'inizio di una gloria eterna: la morte di San Francesco d'Assisi. Un momento di dolore terreno, trasceso però dalla speranza della Resurrezione e dalla certezza della promessa divina.
Parlare di come è morto San Francesco non è semplicemente narrare un evento storico. È meditare sul mistero della morte stessa, sulla sua inevitabilità, ma soprattutto sulla sua trasformazione alla luce della fede. È riflettere sul cammino di un uomo che ha scelto di seguire Cristo povero e crocifisso, fino all'imitazione totale, anche nella sofferenza e nella morte.
Il Cammino Verso La Fine
Negli ultimi anni della sua vita, San Francesco fu provato da sofferenze fisiche intense. Le stimmate, ricevute sul monte della Verna, non furono solo un segno di grazia, ma anche una fonte di dolore costante. La sua vista si affievolì, rendendo la lettura e la scrittura sempre più difficili. Nonostante ciò, il suo spirito rimase saldo nella fede, alimentato dall'amore per Dio e per il prossimo.
L'Ermo di Fonte Colombo e gli Ultimi Insegnamenti
Nell'eremo di Fonte Colombo, presso Rieti, San Francesco si sottopose a cure per i suoi occhi, che però non portarono al miglioramento sperato. Fu lì, in quel luogo di preghiera e silenzio, che dettò il suo Testamento, un documento fondamentale per comprendere la sua spiritualità e il suo desiderio di preservare la Regola francescana nella sua purezza originaria.
In questo Testamento, San Francesco esprime la sua gratitudine a Dio per la grazia ricevuta, ripercorre le tappe fondamentali della sua conversione e ribadisce l'importanza della povertà, dell'umiltà e della sottomissione alla Chiesa. Sono parole che risuonano ancora oggi con la stessa forza e che ci invitano a interrogarci sul significato profondo della nostra fede.
Leggendo le parole di San Francesco, possiamo scorgere echi delle Scritture. La sua esortazione alla povertà ci ricorda le parole di Gesù: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli" (Matteo 5,3). La sua umiltà, l'esempio del Servo sofferente descritto dal profeta Isaia (Isaia 53). E la sua sottomissione alla Chiesa, l'obbedienza a Dio stesso, che si manifesta attraverso l'istituzione ecclesiastica.
Il Ritorno alla Porziuncola e l'Ultimo Saluto alla Vita
Sentendo avvicinarsi la fine, San Francesco desiderò ardentemente tornare alla Porziuncola, la piccola chiesa che era stata il cuore pulsante del suo ordine, il luogo dove tutto era iniziato. Vi fu trasportato su un carro, debilitato e sofferente, ma con il cuore colmo di gioia per essere di nuovo tra i suoi fratelli e nella sua amata chiesetta.
Giunto alla Porziuncola, San Francesco chiese di essere deposto a terra, nudo, sulla nuda terra, come aveva fatto Gesù sulla croce. Voleva morire povero, spogliato di ogni bene materiale, affidandosi completamente alla misericordia di Dio. Chiese che gli fosse letto il Vangelo secondo Giovanni, il racconto della Passione di Cristo (Giovanni 19,1-42). Voleva morire ascoltando le parole che avevano illuminato la sua vita e che lo avevano guidato nel suo cammino di fede.
Prima di spirare, San Francesco rivolse ai suoi fratelli parole di conforto e incoraggiamento. Li esortò a rimanere fedeli alla Regola, ad amarsi gli uni gli altri e a predicare il Vangelo con la parola e con l'esempio. Li benedisse uno ad uno, affidandoli alla protezione di Dio e della Vergine Maria.
La Morte come Porta Verso l'Eternità
La morte di San Francesco, avvenuta il 3 ottobre 1226, al tramonto, non fu una sconfitta, ma una vittoria. Fu il compimento del suo cammino di imitazione di Cristo, il passaggio dalla vita terrena alla vita eterna. Fu il momento in cui la sua anima, liberata dal peso del corpo, poté finalmente ricongiungersi al suo Creatore.
La morte di San Francesco ci ricorda che la vita terrena è solo un pellegrinaggio, un cammino verso la patria celeste. Ci ricorda che la vera ricchezza non consiste nei beni materiali, ma nella grazia di Dio e nell'amore per il prossimo. Ci ricorda che la sofferenza, accettata con fede e offerta a Dio, può diventare uno strumento di redenzione e di salvezza.
Come cristiani, siamo chiamati a vivere la nostra vita quotidiana alla luce dell'esempio di San Francesco. Siamo chiamati a riscoprire la bellezza della povertà spirituale, la gioia della semplicità, la forza dell'umiltà e l'importanza della carità fraterna. Siamo chiamati a imitare Cristo nel nostro piccolo, seguendo le orme di San Francesco e degli altri santi, che hanno testimoniato con la loro vita la potenza dell'amore di Dio.
Lezioni per il Nostro Cammino di Fede
La vita e la morte di San Francesco sono un tesoro inestimabile per ogni credente. Da esse possiamo trarre ispirazione e guida per il nostro cammino di fede.
- Accettare la sofferenza: San Francesco ha sopportato la sofferenza fisica con pazienza e fede, vedendola come una partecipazione alla Passione di Cristo. Anche noi, nelle nostre difficoltà, possiamo trovare conforto e forza nella fede.
- Vivere la povertà spirituale: San Francesco ha rinunciato ai beni materiali per abbracciare la povertà spirituale, aprendo il suo cuore alla ricchezza della grazia divina. Anche noi possiamo liberarci dalle catene dell'attaccamento ai beni terreni e cercare la vera ricchezza in Dio.
- Amare il prossimo: San Francesco ha amato tutti, specialmente i più poveri e i più emarginati, vedendo in loro il volto di Cristo. Anche noi siamo chiamati ad amare il nostro prossimo con lo stesso amore, senza distinzioni e senza pregiudizi.
- Annunciare il Vangelo: San Francesco ha predicato il Vangelo con la parola e con l'esempio, convertendo molti cuori al Signore. Anche noi possiamo annunciare il Vangelo nella nostra vita quotidiana, con la testimonianza della nostra fede e con le nostre azioni.
Fratelli e sorelle, meditiamo su come è morto San Francesco. Lasciamoci toccare dalla sua umiltà, dalla sua povertà, dal suo amore per Cristo. Che il suo esempio ci illumini e ci guidi nel nostro cammino verso la vita eterna. Che la sua intercessione ci ottenga la grazia di vivere e morire nella fede, nella speranza e nell'amore di Dio.
