Cile Lingua Ufficiale
Fratelli e sorelle nella fede,
Oggi, vorrei invitarvi a riflettere su un tema che può sembrare insolito, ma che in realtà tocca il cuore della nostra spiritualità: la lingua. Non parliamo di una lingua specifica, ma del concetto stesso di linguaggio e di come esso si intrecci con la nostra fede e con la nostra vita quotidiana.
La lingua, in fondo, è il mezzo attraverso cui esprimiamo i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre speranze e le nostre paure. È lo strumento che ci permette di comunicare con gli altri, di costruire relazioni, di condividere esperienze e di tramandare la nostra cultura e le nostre tradizioni. Ma la lingua è anche molto di più: è il veicolo attraverso cui esprimiamo la nostra fede, la nostra devozione e il nostro amore per Dio.
Pensate ai Salmi, alle preghiere che recitiamo, ai canti che eleviamo al cielo. Sono tutti espressi attraverso il linguaggio, attraverso parole scelte con cura per trasmettere il nostro sentimento più profondo. La lingua, quindi, diventa un ponte tra noi e il divino, un modo per avvicinarci a Dio e per sentirci parte di una comunità di fede.
Il Potere delle Parole
Ma il potere della lingua non si limita alla sfera religiosa. Le parole che usiamo ogni giorno, nel parlare con la nostra famiglia, con i nostri amici, con i nostri colleghi, hanno un impatto significativo sulle nostre vite e su quelle degli altri. Parole gentili, incoraggianti, positive possono sollevare lo spirito, dare speranza, rafforzare i legami. Parole dure, offensive, negative possono ferire, deprimere, distruggere.
Ecco perché è così importante essere consapevoli del potere delle nostre parole e usarle con saggezza e responsabilità. Come ci ricorda spesso la Bibbia, la lingua è un'arma a doppio taglio: può curare o avvelenare, costruire o demolire. Sta a noi scegliere come usarla.
Un Esempio Concreto
Immaginate una persona che sta attraversando un momento difficile, magari una malattia, un lutto, una perdita di lavoro. Una parola di conforto, un gesto di vicinanza, un semplice "Ti sono vicino" possono fare una grande differenza. Possono far sentire quella persona meno sola, meno disperata, meno abbandonata. Possono darle la forza di andare avanti, di non perdere la speranza, di credere in un futuro migliore.
Allo stesso modo, una parola di critica, un giudizio affrettato, un commento negativo possono affossare quella persona ancora di più. Possono farla sentire inutile, indegna, incapace. Possono minare la sua autostima, la sua fiducia in sé stessa, la sua voglia di vivere.
Dobbiamo sempre ricordare che le nostre parole hanno un peso, un'eco che si propaga nello spazio e nel tempo. Dobbiamo quindi fare attenzione a ciò che diciamo, a come lo diciamo, a chi lo diciamo. Dobbiamo sforzarci di usare le parole per il bene, per edificare, per incoraggiare, per confortare.
Il Silenzio e l'Ascolto
Ma la lingua non è solo parlare. È anche ascoltare. Ascoltare gli altri, con attenzione, con empatia, con rispetto. Ascoltare il loro dolore, le loro gioie, le loro speranze, le loro paure. Ascoltare la voce di Dio, che si manifesta attraverso le Scritture, attraverso la preghiera, attraverso la natura, attraverso le persone che incontriamo sul nostro cammino.
A volte, il silenzio è la forma di comunicazione più potente. Un silenzio che parla, che esprime vicinanza, comprensione, amore. Un silenzio che permette all'altro di aprirsi, di confidarsi, di sentirsi accolto e accettato. Un silenzio che ci permette di ascoltare la nostra voce interiore, di entrare in contatto con il nostro essere più profondo, di trovare la pace e la serenità.
"Chi ha orecchi per intendere, intenda!"
Queste parole di Gesù ci invitano ad aprire il nostro cuore, la nostra mente, i nostri sensi alla Parola di Dio, che si rivela in mille modi diversi. Ci invitano a essere attenti, vigili, pronti a cogliere i segni della presenza divina nella nostra vita.
Fratelli e sorelle, vi invito a riflettere su queste parole e a metterle in pratica nella vostra vita quotidiana. Siate consapevoli del potere della lingua e usatela con saggezza e responsabilità. Siate ascoltatori attenti e compassionevoli. Cercate il silenzio e la preghiera per entrare in contatto con Dio. E ricordate sempre che la lingua è un dono prezioso, un'opportunità per costruire un mondo migliore, un mondo di amore, di pace, di giustizia.
Che la grazia di Dio vi accompagni sempre.
