Chiesa San Giovanni Maria Vianney
Ammettiamolo, ogni città ha la sua chiesa... diciamo... particolare. A volte, è quella con la facciata un po' troppo kitsch. Altre volte, è quella incastrata tra due palazzi moderni, che sembra chiedersi: "Ma io cosa ci faccio qui?". A Roma, secondo me, una delle candidate papabili è la Chiesa San Giovanni Maria Vianney.
Non fraintendermi, non sto dicendo che è brutta! Anzi, ha una sua... originalità. Diciamo che non è proprio il Pantheon, ecco. E forse è proprio questo il bello, no?
Un'architettura... "Sui Generis"
Parliamoci chiaro: la sua architettura è... come dire... audace. Non la definirei il classico esempio di barocco romano. Ha un che di... anni '70 proiettati nel futuro. Un futuro un po' incerto, a dire il vero. Qualcuno la definirebbe "brutalista". Io la definirei... "pensata per far parlare di sé".
E poi, diciamocelo, quante chiese hanno un'aria così... spaziale? Sembra quasi una base lunare camuffata da luogo di culto. Magari dentro c'è una navicella pronta al decollo. Non lo so, non ci ho mai guardato con attenzione. Forse dovrei.
Il Santo Patrono: Un Curato di Campagna
Il nome, però, è tutto un programma: San Giovanni Maria Vianney, il Curato d'Ars. Un santo umile, un prete di campagna. Un uomo, insomma, lontano anni luce dall'estetica futuristica della chiesa che porta il suo nome. Non trovate che ci sia una certa ironia in questo contrasto?
Mi immagino San Giovanni Maria Vianney che arriva a Roma e si guarda intorno, chiedendosi: "Ma... questa chiesa è dedicata a me? Sicuri? Non sarà uno scherzo?".
Un Luogo di Culto... e di Curiosità
Nonostante l'aspetto un po' eccentrico, sono sicuro che la Chiesa San Giovanni Maria Vianney sia un luogo di preghiera e di comunità per i suoi fedeli. E forse, proprio grazie alla sua unicità, attira anche l'attenzione di chi, magari, non è un frequentatore assiduo di chiese.
Perché ammettiamolo, davanti a una chiesa così, viene voglia di entrare, almeno per curiosità. Per capire cosa c'è dentro. Per farsi un'idea. Per dire: "Io c'ero".
Magari, mentre sei lì dentro, ti viene pure voglia di accendere un cero e di fare una preghiera. Non si sa mai. Anche se sei lì solo per guardare l'architettura spaziale.
Forse la Chiesa San Giovanni Maria Vianney è un po' come quella persona che, pur essendo un po' fuori dagli schemi, ti incuriosisce e ti fa sorridere. E alla fine, magari, ti conquista anche.
Ed ecco la mia opinione impopolare: in fondo, sono proprio queste chiese un po' strane a rendere Roma ancora più affascinante. Un po' come i gatti che spuntano all'improvviso tra le rovine antiche. Un tocco di inaspettato che rende tutto più interessante. Non credete?
