Chi Erano I Farisei Al Tempo Di Gesù
Contempliamo, nel silenzio del cuore, le figure che si stagliano sullo sfondo del Vangelo, quelle che, a volte, ci appaiono oscure e distanti. Pensiamo ai Farisei, uomini del tempo di Gesù, avvolti in un’aura di rigorosa osservanza, di studio assiduo della Legge.
Chi erano, realmente, questi uomini? Non semplici antagonisti, ma figli di un’epoca travagliata, custodi di una fede antica, in un mondo in rapida trasformazione. Provenivano dal popolo, e nel popolo affondavano le loro radici. Non erano sacerdoti, né aristocratici, ma uomini comuni che si dedicavano con passione allo studio delle Scritture, cercando di interpretare la volontà divina per applicarla alla vita di ogni giorno.
Immaginiamoli, chini sui rotoli della Torah, con la lampada ad olio che rischiara i loro volti concentrati. Sentiamo l'eco delle loro discussioni, accese, appassionate, volte a discernere il giusto cammino, la via per compiacere Dio. Cercavano, nel profondo del loro essere, di vivere una vita santa, una vita conforme ai precetti divini.
Il loro nome, Perushim, significa "separati". Si separavano dalla contaminazione del mondo, dalle impurità rituali, per preservare la purezza della loro fede. Un desiderio, in fondo, condivisibile: quello di rimanere fedeli a Dio in un ambiente ostile, di non cedere alle lusinghe del potere e del compromesso.
Ma, come spesso accade, la via che conduce al Cielo può essere insidiosa. Il rigore, se non accompagnato dall'umiltà e dalla misericordia, può trasformarsi in intransigenza, in giudizio severo verso gli altri. La lettera della Legge, se non illuminata dallo Spirito, può oscurare il cuore e accecare la compassione.
Gesù, il Messia, il Figlio di Dio, li sfidò proprio su questo terreno. Non mise in discussione la loro conoscenza delle Scritture, ma la loro interpretazione. Non condannò la loro ricerca della santità, ma la loro mancanza di amore. Denunciò l'ipocrisia di chi predica bene e razzola male, di chi si preoccupa delle apparenze esterne, trascurando la purezza del cuore.
Un Dialogo Interiore
Meditiamo su queste parole. Non giudichiamo i Farisei, ma cerchiamo di comprendere le loro motivazioni, le loro fragilità. In fondo, in ognuno di noi si cela un fariseo: la tendenza a giudicare, a ergere barriere, a sentirsi superiori agli altri. La tentazione di chiudersi nella propria certezza, dimenticando la misericordia e la compassione.
Gesù ci invita a guardare dentro noi stessi, a riconoscere le nostre ombre, le nostre debolezze. Ci invita a spogliarci dell'orgoglio e dell'autosufficienza, ad accogliere la Sua grazia, il Suo amore incondizionato.
L'Eredità Spirituale
Anche nel confronto con i Farisei, Gesù ci lascia un insegnamento prezioso: l'importanza di unire la giustizia alla misericordia, la verità all'amore. Di non accontentarci di una fede esteriore, fatta di rituali e di precetti, ma di coltivare una relazione intima e personale con Dio, basata sulla preghiera, sulla meditazione, sul servizio agli altri.
Impariamo dai loro errori, dai loro limiti. Evitiamo di cadere nella trappola del formalismo, dell'ipocrisia. Cerchiamo di vivere una vita autentica, una vita che rifletta l'amore di Dio, che si manifesti nella compassione verso i più deboli, nella solidarietà verso i bisognosi, nella giustizia verso tutti.
Preghiamo. Preghiamo per la nostra comunità, perché sia un luogo di accoglienza e di perdono, dove nessuno si senta escluso, dove tutti possano trovare conforto e speranza. Preghiamo per i nostri leader, perché siano guidati dalla saggezza e dalla giustizia, perché sappiano discernere il bene comune e promuoverlo con coraggio e determinazione.
Che lo Spirito Santo ci illumini, ci guidi, ci renda capaci di amare come Gesù ha amato. Di perdonare come Gesù ha perdonato. Di servire come Gesù ha servito. E che, alla fine del nostro cammino terreno, possiamo essere accolti nel Regno dei Cieli, non per i nostri meriti, ma per la Sua infinita misericordia.
In questo spirito, accostiamoci al mistero della fede, con umiltà e gratitudine, consapevoli della nostra fragilità, ma fiduciosi nella Sua potenza. E che la luce del Vangelo illumini il nostro cammino, ogni giorno, in ogni circostanza. Che la pace di Cristo regni nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nel mondo intero.
