Cattolici E Protestanti
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
Oggi, il mio cuore si riempie di gioia e speranza mentre riflettiamo insieme su un tema che, pur avendo a volte suscitato divisioni, in realtà racchiude un potenziale immenso per rafforzare la nostra unità, la nostra fede e la nostra speranza in Gesù Cristo: il rapporto tra Cattolici e Protestanti.
Spesso, ci concentriamo sulle differenze che ci separano: interpretazioni diverse della Scrittura, prassi liturgiche differenti, strutture ecclesiastiche distinte. È facile cadere nella trappola di erigere muri, di sottolineare ciò che ci rende "diversi", piuttosto che celebrare ciò che ci accomuna.
Ma cosa ci accomuna? Prima di tutto, e soprattutto, la fede in Gesù Cristo come Figlio di Dio, Salvatore del mondo, morto e risorto per la nostra salvezza. Condividiamo la stessa Scrittura, riconosciamo la centralità della grazia divina, aspiriamo alla vita eterna nel Regno dei cieli. Questo fondamento comune è immensamente più grande di qualsiasi divergenza specifica.
Un Tesoro di Fede Condivisa
Pensiamo alla nostra vita di preghiera. Quanti Salmi, quanti inni, quante invocazioni a Dio attraversano le diverse tradizioni cristiane? La preghiera del Padre Nostro, pronunciata con lo stesso amore e la stessa devozione da Cattolici e Protestanti, è un potente simbolo della nostra comune filiazione divina. Quando preghiamo, non siamo forse uniti in un'unica voce che si eleva verso il trono della grazia?
Consideriamo poi la nostra vita familiare. Quante famiglie sono composte da membri che appartengono a diverse tradizioni cristiane? Che ricchezza si cela in questa diversità! La possibilità di imparare gli uni dagli altri, di condividere le rispettive esperienze di fede, di arricchire la propria spiritualità attraverso la conoscenza e il rispetto reciproco. Certo, ci possono essere delle sfide, delle incomprensioni. Ma l'amore cristiano, la pazienza, la comprensione, sono gli strumenti che ci permettono di superare queste difficoltà e di trasformarle in opportunità di crescita.
L'Esempio di Unità nel Servizio
Nel servizio alla comunità, poi, Cattolici e Protestanti possono collaborare in mille modi. Dalle attività di volontariato per i più bisognosi, alla promozione della giustizia sociale, alla tutela dell'ambiente, possiamo unire le nostre forze per testimoniare l'amore di Cristo nel mondo. Quando ci impegniamo insieme per il bene comune, superiamo le barriere confessionali e diventiamo un segno tangibile di speranza per coloro che soffrono.
Ricordiamoci delle parole di Gesù: "Che tutti siano uno; come tu, Padre, sei in me ed io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Giovanni 17,21). L'unità tra i cristiani è una testimonianza potente del Vangelo. Quando ci amiamo gli uni gli altri, anche al di là delle nostre differenze, dimostriamo al mondo che Gesù è veramente il Figlio di Dio, il Salvatore che è venuto per riconciliare l'umanità con il Padre.
Un Cammino di Dialogo e Comprensione
È importante non avere paura del dialogo. Ascoltare con cuore aperto le ragioni dell'altro, cercare di comprendere le sue prospettive, riconoscere la ricchezza della sua esperienza di fede. Questo non significa rinunciare alle proprie convinzioni, ma piuttosto aprirsi alla possibilità di essere arricchiti e trasformati dall'incontro con l'altro.
Inoltre, è fondamentale studiare la storia, per comprendere le radici delle divisioni che ci separano. Ma non per rimanere intrappolati nel passato, bensì per imparare dagli errori commessi e per costruire un futuro di unità e di pace. La conoscenza della storia ci aiuta a evitare di ripetere gli stessi errori e a promuovere un dialogo più costruttivo e fruttuoso.
Non dimentichiamo che lo Spirito Santo è all'opera nel mondo, guidando la Chiesa verso la piena unità. È lo Spirito Santo che ci ispira il desiderio di riconciliazione, che ci dona la forza di perdonare, che ci illumina la mente per comprendere la verità. Affidiamoci alla guida dello Spirito Santo, perché lui solo può condurci all'unità che Gesù desidera per noi.
Nella Famiglia: Un Esempio di Accoglienza
In famiglia, questo significa accogliere con amore e rispetto i membri che appartengono a diverse tradizioni cristiane. Significa partecipare alle loro celebrazioni, ascoltare le loro storie, imparare dalle loro esperienze. Significa creare uno spazio di dialogo e di confronto, in cui ognuno si senta libero di esprimere la propria fede senza timore di essere giudicato o criticato.
Significa anche insegnare ai nostri figli l'importanza del rispetto e dell'amore per tutti i cristiani, al di là delle loro differenze confessionali. Educare i nostri figli alla tolleranza, all'apertura mentale, alla capacità di comprendere e apprezzare la ricchezza della diversità.
Questo non significa rinunciare a trasmettere loro la nostra fede, ma piuttosto farlo in modo aperto e inclusivo, mostrando loro che l'amore di Cristo abbraccia tutti i suoi discepoli, indipendentemente dalla loro appartenenza confessionale.
Una Comunità che Testimonia l'Amore di Cristo
Nella comunità, possiamo organizzare iniziative congiunte tra Cattolici e Protestanti, come preghiere ecumeniche, studi biblici condivisi, progetti di servizio sociale. Possiamo invitare pastori e sacerdoti di diverse tradizioni a predicare nelle nostre chiese, per far conoscere ai nostri fedeli la ricchezza della spiritualità altrui.
Possiamo anche collaborare con altre associazioni e organizzazioni cristiane per promuovere la giustizia sociale, la pace e la tutela dell'ambiente. Quando lavoriamo insieme per il bene comune, superiamo le nostre divisioni e diventiamo un segno tangibile dell'amore di Cristo nel mondo.
Soprattutto, però, dobbiamo coltivare un atteggiamento di umiltà e di apertura nei confronti degli altri. Riconoscere che nessuno di noi detiene la verità assoluta, che tutti siamo peccatori bisognosi della grazia di Dio, che tutti possiamo imparare qualcosa dagli altri. L'umiltà ci permette di superare l'orgoglio e la presunzione, e di aprirci al dialogo e alla comprensione.
La strada verso la piena unità dei cristiani è ancora lunga e piena di ostacoli. Ma non dobbiamo scoraggiarci. Con la grazia di Dio, con la nostra buona volontà, con la nostra preghiera perseverante, possiamo superare le divisioni che ci separano e costruire un futuro di unità e di pace.
Ricordiamoci sempre delle parole di San Paolo: "Vi esorto dunque io, prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà e dolcezza, con longanimità, sopportandovi a vicenda con amore, studiandovi di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace" (Efesini 4,1-3).
Che la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su tutti noi e ci guidi nel cammino verso la piena unità!
