Auguri Religiosi Di Buon Compleanno
Allora, parliamoci chiaro. I compleanni. Che tripudio di torte, regali e canzoncine stonate! Ma, ammettiamolo, c'è un aspetto che a volte mi fa un po' storcere il naso: gli auguri religiosi di buon compleanno.
"Che Dio ti benedica!"... Ma davvero?
Non fraintendetemi! Sono una persona rispettosa delle credenze altrui. Anzi, ammiro profondamente chi ha una fede incrollabile. Però, diciamocelo, a volte questi auguri mi sembrano un po'... preconfezionati.
Tipo, quando la zia Maria ti dice: "Che il Signore ti illumini sempre!", mentre ti sta rifilando una cravatta che farebbe piangere un arcobaleno. Ma davvero pensa che io abbia bisogno di una guida divina per scegliere i calzini? Forse sì, a giudicare dalle mie ultime scelte...
Il Dilemma del Biglietto di Auguri
E poi ci sono i biglietti. Quei biglietti con scritte tipo: "Con l'augurio che la grazia divina ti accompagni in questo nuovo anno!". Bellissimo, per carità. Però, onestamente, preferirei leggere: "Spero che tu possa finalmente finire di vedere quella serie TV che hai iniziato sei mesi fa!". Molto più relatable, non trovate?
Forse sono io che non capisco. Forse sono troppo materialista. Ma a volte mi sembra che questi auguri religiosi siano un po' una scorciatoia. Un modo per non sforzarsi troppo a pensare a qualcosa di veramente personale e sentito.
Ok, lo ammetto. Suona un po' cinico. Però, dai, chi non ha mai pensato una cosa del genere?
La Sincerità prima di tutto
Non dico che bisogna bandire gli auguri religiosi. Assolutamente no! Se vengono dal cuore, se sono un'espressione sincera della fede di chi li fa, allora sono perfetti. Anzi, sono bellissimi!
Il problema è quando diventano un'abitudine, una formalità. Quando li dici tanto per dire, senza pensarci veramente. In quei casi, forse, sarebbe meglio un semplice: "Buon compleanno! Spero che tu possa mangiare tanta torta!". Molto più onesto, no?
Personalmente, preferisco un "Spero che tu possa trovare le chiavi della macchina prima che scada il parcheggio!" a un "Che San Gennaro ti protegga!". Quest'ultimo, per carità, è sempre apprezzato, ma il primo mi dimostra che la persona mi conosce veramente e si preoccupa per le mie piccole (ma esistenziali) sventure quotidiane.
"Un augurio sincero vale più di mille preghiere recitate a memoria." - Un mio pensiero, probabilmente eretico.
Un Invito alla Riflessione (e al Sorriso)
Quindi, la prossima volta che vi trovate a fare gli auguri di compleanno a qualcuno, pensateci un attimo. Cercate di essere sinceri, di dire qualcosa che venga dal cuore. Che sia una frase religiosa, una battuta, o semplicemente un "Ti voglio bene!". L'importante è che sia autentico.
E, magari, evitate di regalare cravatte improbabili. Grazie.
Insomma, non voglio offendere nessuno, specialmente le zie Marie del mondo. Volevo solo condividere una riflessione (forse un po' irriverente) su un aspetto che spesso diamo per scontato. E magari, strapparvi un sorriso. Buon compleanno a tutti!
