A Quanti Anni Si Fa La Maturità
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
Oggi, vorrei che riflettessimo insieme su un tema che tocca da vicino molte delle nostre famiglie, dei nostri giovani, e che, in fondo, riguarda un po’ tutti noi, in quanto membri di una comunità che si prende cura delle nuove generazioni: l’età in cui si affronta l’esame di Maturità. Forse vi starete chiedendo come mai un argomento apparentemente così pratico possa avere una valenza spirituale e possa rafforzare la nostra fede, la nostra speranza e la nostra unità.
Ebbene, vi invito a guardare oltre la superficie. L’età in cui i nostri figli, nipoti, o i ragazzi che frequentano i nostri gruppi giovanili affrontano questo importante passaggio della loro vita, i diciotto o diciannove anni, è un momento cruciale di crescita, di scoperta del proprio talento e della propria vocazione, un’età in cui le domande esistenziali si fanno più pressanti e la ricerca di un senso per la propria vita diventa un’urgenza interiore.
Un Tempo di Discernimento e Preghiera
Questa fase di transizione, in cui i nostri giovani si preparano ad affrontare l’esame di Maturità, può diventare un’opportunità straordinaria per approfondire il loro rapporto con Dio, per imparare a discernere la Sua voce in mezzo alle tante voci del mondo, per scoprire il progetto d’amore che Egli ha pensato per ciascuno di loro. In questo periodo, la preghiera assume un’importanza ancora maggiore. Non solo la preghiera individuale, fatta di dialogo intimo con il Signore, ma anche la preghiera comunitaria, in cui ci sosteniamo a vicenda, offrendo le nostre preoccupazioni e le nostre speranze a Dio.
Immaginate le nostre parrocchie, i nostri gruppi giovanili che si fanno promotori di momenti di preghiera dedicati ai ragazzi che si preparano alla Maturità. Immaginate le nostre famiglie che si riuniscono la sera per recitare il Rosario, affidando a Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, i loro figli e nipoti. Immaginate i nostri sacerdoti che offrono la loro benedizione e il loro sostegno spirituale a questi giovani, incoraggiandoli a non avere paura del futuro, ma a confidare nella Provvidenza divina.
Questi momenti di preghiera diventano un balsamo per l’anima, un antidoto contro l’ansia e lo stress, una fonte di forza e di speranza. Insegnano ai nostri giovani che non sono soli ad affrontare le sfide della vita, ma che possono contare sulla presenza amorevole di Dio e sulla solidarietà della comunità di fede.
Il Ruolo della Famiglia
La famiglia, in particolare, ha un ruolo fondamentale da svolgere in questo periodo. Non si tratta solo di offrire un supporto materiale ai ragazzi, aiutandoli nello studio e fornendo loro un ambiente sereno e tranquillo in cui concentrarsi. Si tratta soprattutto di offrire un supporto affettivo, di ascoltare le loro paure e le loro preoccupazioni, di incoraggiarli a non perdere la fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità. Si tratta di ricordare loro che il loro valore non dipende dal voto che otterranno all’esame, ma dalla persona meravigliosa che sono, creata ad immagine e somiglianza di Dio.
Ricordo le parole di San Giovanni Paolo II, che spesso esortava i giovani a non avere paura di aprire il loro cuore a Cristo, a non avere paura di fidarsi di Lui, perché solo Lui può dare un senso pieno e autentico alla loro vita. Queste parole, che risuonano ancora oggi con forza, ci invitano a incoraggiare i nostri giovani a cercare la verità, la bellezza e il bene, a non accontentarsi di una vita mediocre, ma a puntare in alto, a realizzare il sogno che Dio ha per loro.
E noi, come genitori, nonni, zii, educatori, siamo chiamati ad essere testimoni credibili di questa fede, a mostrare loro con la nostra vita che seguire Cristo è la scelta più bella e più gratificante che si possa fare. Siamo chiamati a trasmettere loro i valori che ci hanno guidato nel nostro cammino, i valori dell’amore, della giustizia, della solidarietà, del perdono. Siamo chiamati a insegnare loro a non avere paura di mettersi in gioco, di rischiare, di sbagliare, perché è proprio dagli errori che si impara e si cresce.
Unità nella Fede: Accompagnare i Giovani
La preparazione alla Maturità, quindi, diventa un’occasione per rafforzare l’unità nella nostra comunità di fede. Quando ci prendiamo cura dei nostri giovani, quando li accompagniamo nel loro percorso di crescita, quando li aiutiamo a scoprire il loro talento e la loro vocazione, stiamo costruendo un futuro migliore per tutti. Stiamo seminando semi di speranza che germoglieranno e porteranno frutto nel tempo.
Pensiamo, ad esempio, alle iniziative che possiamo promuovere nelle nostre parrocchie: incontri di orientamento professionale, in cui esperti del mondo del lavoro offrono consigli e suggerimenti ai ragazzi; corsi di preparazione all’esame, tenuti da insegnanti volontari; momenti di condivisione e di confronto tra studenti, in cui possono scambiarsi idee, esperienze e incoraggiamenti.
Ma soprattutto, pensiamo all’importanza di creare un clima di fiducia e di accoglienza, in cui i ragazzi si sentano liberi di esprimere le loro paure e le loro difficoltà, senza sentirsi giudicati o criticati. Un clima in cui si sentano amati e accettati per quello che sono, con i loro pregi e i loro difetti. Un clima in cui possano sperimentare la gioia di appartenere ad una comunità che si prende cura di loro e che crede nelle loro potenzialità.
Papa Francesco ci ricorda spesso che i giovani sono il presente e il futuro della Chiesa. Sono loro che porteranno avanti il Vangelo di Gesù nel mondo, sono loro che costruiranno una società più giusta e più fraterna. Per questo, è fondamentale investire su di loro, dedicare loro tempo e risorse, offrire loro opportunità di crescita e di formazione. È fondamentale ascoltare la loro voce, capire le loro esigenze, rispondere alle loro domande.
Speranza nel Futuro
Concludo, carissimi fratelli e sorelle, con un invito alla speranza. La Maturità è un traguardo importante, certo, ma è solo una tappa del lungo viaggio della vita. Non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova avventura. Un’avventura che porterà i nostri giovani a scoprire nuove passioni, a incontrare nuove persone, a realizzare nuovi sogni.
E noi, come comunità di fede, saremo sempre al loro fianco, pronti a sostenerli, ad incoraggiarli, a pregare per loro. Saremo come un faro che illumina il loro cammino, indicando loro la via della verità, della giustizia e dell’amore. Saremo come un porto sicuro in cui potranno trovare rifugio nei momenti di difficoltà, un luogo in cui potranno sempre sentirsi a casa.
Ricordiamoci sempre delle parole di San Paolo: "La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono". Affidiamo i nostri giovani alla protezione di Dio, chiedendoLo di illuminare le loro menti, di guidare i loro passi, di riempire i loro cuori di gioia e di speranza. E preghiamo perché possano sempre trovare in Cristo la risposta alle loro domande e il senso della loro vita.
Che la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e rimanga sempre.
