7 Padre Nostro 7 Ave Maria 7 Gloria Al Padre
Ammettiamolo, dai. Sette Padre Nostro, sette Ave Maria, sette Gloria al Padre… sembra quasi una ricetta. Tipo, per far lievitare bene la torta della domenica. O per scongiurare la suocera che arriva all'improvviso.
Non fraintendetemi! Rispetto profondamente la preghiera. Ma diciamocelo, ripetere sette volte la stessa cosa mi fa venire voglia di cantare “Giro Giro Tondo” al posto di “Sia fatta la tua volontà”. E probabilmente, a Gesù sarebbe piaciuto di più il “Giro Giro Tondo”. Era uno che amava i bambini, no?
Il loop infinito
Chi di voi, durante la quinta Ave Maria, non ha iniziato a pensare a cosa cucinare per cena? Oppure a quel messaggio che non ha ancora risposto? Forza, ammettetelo! Non siamo mica robot programmati per ripetere a memoria. Siamo umani. E gli umani pensano. Anche mentre pregano, a quanto pare.
Io, per esempio, mi chiedo sempre: ma il Padre, dopo la terza volta che gli chiediamo di perdonare i nostri debiti, non si stufa un po’? Magari pensa: "Oh, eccolo di nuovo. Sempre con 'sti debiti… ma non si trova un lavoro?".
Questione di concentrazione (o della sua mancanza)
E poi, parliamoci chiaro. Dopo la seconda Gloria al Padre, la mia attenzione inizia a vagare. Mi immagino il Padre seduto su una nuvola, con un enorme registro contabile, che segna i nostri peccati e i nostri meriti. E spero che abbia una buona connessione internet, perché altrimenti la beatificazione diventa un incubo burocratico.
Lo so, è blasfemo. Ma se Dio ha senso dell'umorismo, starà ridendo insieme a me. E se non ce l'ha… beh, pazienza. Mi aspetterà una penitenza extra. Magari dovrò recitare quattordici Padre Nostro. Terrore.
Alternative creative alla ripetizione
Forse, invece di ripeterle sette volte di fila, potremmo spalmare le preghiere durante la giornata. Un Padre Nostro al mattino, per chiedere la forza di affrontare il traffico. Un'Ave Maria a mezzogiorno, per ringraziare del panino (o della pizza, se siamo fortunati). E una Gloria al Padre alla sera, per aver sopportato il capo ufficio.
Oppure, potremmo semplicemente parlare con Dio a cuore aperto. Senza formule predefinite. Come si fa con un amico. Magari gli raccontiamo della nostra giornata, dei nostri problemi, delle nostre gioie. Chissà, magari gli fa piacere sentirsi dire qualcosa di diverso dal solito.
Non dico che le preghiere tradizionali siano inutili, eh! Dico solo che, a volte, un po' di creatività non guasta. E che, se la settima Ave Maria vi fa venire voglia di sbadigliare, forse è meglio fermarsi un attimo e riflettere. Magari Maria apprezzerà di più.
Insomma, viva la preghiera! Ma con un pizzico di originalità. E, soprattutto, senza addormentarsi durante la sesta Gloria al Padre. Sfida accettata?
PS: Se la suocera sta ancora arrivando, provate con sette caffè shakerati. Funziona meglio dei sette Padre Nostro, ve lo garantisco.
