21 Novembre Madonna Della Salute
Ah, il 21 novembre. Per molti, un giorno come un altro. Ma a Venezia, signori miei, si festeggia la Madonna della Salute! E qui, permettetemi una piccola, innocente (forse) confessione: io, la Madonna della Salute, la vivo... diversamente.
Non fraintendete, eh? Rispetto le tradizioni. Ammiro le processioni. Mi commuovo (un po') vedendo tutte quelle candele accese. Ma, diciamocelo, c'è un piccolo "però".
Partiamo dal ponte votivo. Bello, scenografico, imponente... ma quanto costa ai miei poveri piedi! Ogni anno la stessa storia: code chilometriche, spintoni delicati (e meno delicati), e la costante paura di finire dritto dritto nel Canal Grande. Sarò l'unica a pensare che, magari, si potrebbe pensare a un sistema un po' più... agile?
Le Candele e i Dolci (e la Mia Linea)
Poi, ci sono le candele. Tante, tantissime candele. Un tripudio di cera che, inevitabilmente, finisce per imbrattare tutto. D'accordo, simboleggiano la luce, la speranza, la devozione... ma quanto sono appiccicose! E non parliamo del profumo... Un misto di cera fusa e aria umida che, dopo un po', comincia a darmi alla testa.
E i dolci? Ah, i dolci! Le frittelle, i biscotti, le focacce... Una tentazione irresistibile per una golosa come me. Ma poi, puntualmente, mi ritrovo a maledire il 22 novembre, mentre cerco disperatamente di infilarmi i jeans che, magicamente, sembrano essersi ristretti durante la notte. È un circolo vizioso, lo ammetto. Un circolo delizioso, ma vizioso.
Un Giorno di Festa... o di Fuga?
Non fraintendetemi, ribadisco. Amo Venezia. Amo le sue tradizioni. Ma a volte, il 21 novembre, mi prende una voglia irrefrenabile di scappare. Di rifugiarmi in un luogo tranquillo, lontano dalla folla, dalle candele e dai dolci. Magari in montagna, con una tazza di tè caldo e un buon libro. Un'eresia? Forse. Ma chi non ha mai avuto un pensiero del genere?
"La tradizione è importante, certo. Ma a volte, un po' di sano anticonformismo non guasta" - diceva un vecchio gondoliere (forse).
Un'Alternativa... Più Intima?
Quest'anno, forse, proverò qualcosa di diverso. Invece di affrontare la folla oceanica, mi recherò in una piccola chiesa di quartiere. Accenderò una candela in silenzio. Farò una preghiera sentita. E poi, mi concederò una sola frittella, senza sensi di colpa.
Magari, in questo modo, riuscirò a vivere la Madonna della Salute in modo più autentico. Più intimo. Più... mio. E chissà, magari, l'anno prossimo mi ritroverete sul ponte votivo, a combattere contro la folla, con una frittella in una mano e una candela nell'altra. Perché, alla fine, Venezia è così: un amore-odio che non si può spiegare. E la Madonna della Salute, ne è solo un altro esempio.
E voi, come vivete il 21 novembre? Ditemelo, sono curiosa... e forse, un po' meno sola nel mio "amorevole dissenso".
