Venite A Me Voi Tutti Testo
Ah, "Venite a me, voi tutti". Quante volte l'abbiamo cantato, magari distrattamente, durante la messa? Ma vi siete mai fermati a pensare a quanto sia... accogliente questo invito? È come se qualcuno, lassù, ti aprisse le braccia e ti dicesse: "Dai, vieni qui, non importa come sei".
Un invito universale, mica pizza e fichi!
"Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò ristoro". Lo ammetto, la prima volta che l'ho sentito da bambino, pensavo che fosse un invito a un buffet gigante. "Ristoro"? Magari c'erano pizzette e tramezzini! Poi, ovviamente, ho capito che il "ristoro" era un po' diverso... un po' più... spirituale. Ma l'immagine del buffet, devo ammetterlo, mi è rimasta impressa.
Ma scherzi a parte, è un invito potentissimo. È un invito a tutti, non solo ai perfettini. A quelli che hanno combinato un guaio dietro l'altro. A quelli che si sentono persi e soli. A quelli che hanno il conto in banca in rosso e la macchina che perde pezzi. Insomma, a tutti noi!
Dietro le quinte di un versetto famoso
Certo, è un versetto biblico. Ma provate a immaginare la scena. Gesù, stanco dopo una giornata passata a parlare con la gente, con i piedi impolverati e la tunica sudata, che si ferma e dice: "Ragazzi, fermi tutti! Chi ha bisogno di una pausa? Chi si sente sopraffatto? Venite qui".
Non so voi, ma io me lo immagino con un sorriso accogliente e le braccia aperte. Un po' come il nonno che ti aspetta sulla porta di casa dopo una settimana faticosa.
E poi, diciamocelo, è anche un po' inclusivo, no? Nessuna condizione. Nessuna clausola scritta in piccolo. "Voi tutti". Punto. Che tu sia ricco o povero, bello o brutto, bravo o... meno bravo, l'invito è lo stesso. È come un grande abbraccio collettivo. Un abbraccio di quelli che ti fanno sentire a casa.
E se lo prendessimo alla lettera?
A volte mi chiedo cosa succederebbe se prendessimo questo invito alla lettera. Se smettessimo di farci mille paranoie e ci fidassimo un po' di più. Se ci presentassimo davvero, "affaticati e oppressi", senza vergogna. Senza cercare di nascondere i nostri difetti e le nostre fragilità.
Magari scopriremo che non siamo soli. Che ci sono tante altre persone "affaticate e oppresse" intorno a noi. E che, insieme, possiamo trovare un po' di quel "ristoro" promesso da Gesù.
Quindi, la prossima volta che sentite "Venite a me, voi tutti", provate a chiudere gli occhi e immaginate quel buffet... no, scusate, immaginate quell'abbraccio. E lasciatevi andare. Magari, per una volta, il "ristoro" arriverà davvero.
E se non arrivasse subito, beh, almeno vi sarete fatti una risata immaginando pizzette e tramezzini!
