Promessi Sposi Quando è Stato Scritto
Ti sei mai chiesto come un romanzo possa plasmare una lingua, influenzare una cultura e restare rilevante a distanza di secoli? Immagina di ritrovarti davanti a un'opera che ha segnato un'epoca, un testo che è diventato un pilastro della letteratura italiana e che ancora oggi ci parla di noi, delle nostre debolezze e delle nostre speranze. Stiamo parlando, ovviamente, de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Ma quando è stato scritto questo capolavoro?
La risposta, come spesso accade con le grandi opere, non è così semplice come sembra. La storia editoriale de I Promessi Sposi è un percorso affascinante, fatto di ripensamenti, revisioni linguistiche e di un profondo desiderio di perfezione da parte dell'autore. Andiamo ad esplorare le tappe principali di questo processo creativo.
La "Ventisettana": L'Inizio di un'Epopea
Il progetto de I Promessi Sposi nasce nel 1821. Immagina Manzoni, reduce da una profonda crisi spirituale e letteraria, che inizia a elaborare la storia di due umili contadini lombardi, Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, ostacolati nel loro amore da un signorotto locale, Don Rodrigo. Il titolo provvisorio è "Fermo e Lucia".
Tra il 1821 e il 1823, Manzoni lavora intensamente alla stesura del romanzo. Questo primo abbozzo, completato nel 1823, viene definito dagli studiosi la "Ventisettana", proprio perché pubblicato nel 1827. È importante sottolineare che questa versione del romanzo era molto diversa da quella che conosciamo oggi. Presentava uno stile più barocco, un linguaggio più ricercato e una struttura narrativa più complessa.
Perché Manzoni non si accontentò della "Ventisettana"? La risposta è da ricercarsi nella sua profonda insoddisfazione per il linguaggio utilizzato. Manzoni sentiva che la lingua usata nel romanzo era troppo artificiosa, troppo distante dal parlato popolare lombardo, e quindi incapace di raggiungere il suo obiettivo principale: comunicare con il più vasto pubblico possibile.
Le Critiche e la Ricerca della Lingua Perfetta
La pubblicazione della "Ventisettana" nel 1827 non fu accolta da un successo unanime. Molti critici apprezzarono la trama avvincente e la profondità dei personaggi, ma altri criticarono lo stile e la lingua. Queste critiche, unite all'insoddisfazione personale di Manzoni, lo spinsero a intraprendere un radicale lavoro di revisione.
Manzoni era ossessionato dall'idea di trovare una lingua che fosse al tempo stesso colta e popolare, capace di esprimere la ricchezza della realtà lombarda senza cadere nel dialettalismo. Per raggiungere questo obiettivo, Manzoni si trasferì a Firenze, città che considerava la culla della lingua italiana moderna, per immergersi nel parlato fiorentino e imparare a scrivere in un italiano più vivo e naturale.
Questo periodo fiorentino fu cruciale per la genesi de I Promessi Sposi. Manzoni si dedicò allo studio della lingua, frequentò i salotti letterari, ascoltò attentamente il modo di parlare dei fiorentini. Fu un vero e proprio "bagno linguistico" che trasformò radicalmente il suo stile di scrittura.
La Quarantana: La Versione Definitiva
Dopo anni di studio e di revisione, Manzoni diede alle stampe nel 1840-1842 la versione definitiva de I Promessi Sposi, conosciuta come la "Quarantana". Questa versione rappresenta un vero e proprio capolavoro di equilibrio linguistico e narrativo.
La "Quarantana" si distingue dalla "Ventisettana" per una serie di modifiche sostanziali:
- Lingua: Manzoni adottò un italiano basato sul fiorentino parlato, rendendo il testo più accessibile e comprensibile.
- Stile: Lo stile divenne più sobrio e lineare, abbandonando le ridondanze e gli ornamenti barocchi.
- Struttura: La struttura narrativa fu semplificata, eliminando alcune digressioni e concentrandosi sulla storia principale di Renzo e Lucia.
- Personaggi: Alcuni personaggi secondari furono ridimensionati o eliminati, mentre altri furono approfonditi e resi più complessi.
La "Quarantana" fu un successo immediato e consacrò Manzoni come uno dei più grandi scrittori italiani di tutti i tempi. Il romanzo divenne un simbolo dell'unità nazionale e contribuì in modo significativo alla diffusione della lingua italiana.
Perché Leggere I Promessi Sposi Oggi?
Dopo aver ripercorso la complessa storia editoriale de I Promessi Sposi, potresti chiederti: perché dovremmo leggere questo romanzo oggi? La risposta è semplice: perché I Promessi Sposi è un'opera universale, capace di parlare al cuore di ogni lettore, indipendentemente dal tempo e dallo spazio.
Il romanzo di Manzoni affronta temi ancora oggi attuali, come:
- La lotta tra il bene e il male: La storia di Renzo e Lucia è una metafora della lotta costante tra le forze del bene e del male, rappresentate rispettivamente dalla loro innocenza e dalla prepotenza di Don Rodrigo.
- La giustizia e l'ingiustizia: Il romanzo denuncia le ingiustizie sociali e la corruzione del potere, offrendo uno spaccato della realtà lombarda del XVII secolo.
- La fede e la speranza: La fede e la speranza sono i valori che sostengono Renzo e Lucia durante le loro peripezie, aiutandoli a superare le difficoltà e a non perdere mai la fiducia nel futuro.
- L'importanza della comunità: Il romanzo celebra l'importanza della comunità e della solidarietà umana, mostrando come il sostegno reciproco possa aiutare le persone a superare le avversità.
Inoltre, I Promessi Sposi è un'opera di grande valore letterario, scritta in una lingua ricca e raffinata. Leggere questo romanzo significa immergersi nella bellezza della lingua italiana e scoprire la ricchezza della nostra cultura.
Un consiglio pratico: se ti senti intimorito dalla mole del romanzo, prova ad affrontarlo a piccoli passi, leggendo un capitolo alla volta e prendendoti il tempo necessario per assaporare la bellezza della scrittura di Manzoni. Puoi anche cercare online delle guide alla lettura o partecipare a un gruppo di lettura per condividere le tue impressioni con altri appassionati.
In conclusione, la storia della stesura de I Promessi Sposi è un esempio di come un'opera d'arte possa nascere da un lungo e travagliato processo creativo. La "Ventisettana" fu un primo tentativo, un abbozzo che poi, grazie al paziente lavoro di revisione di Manzoni, si trasformò nella "Quarantana", il capolavoro che conosciamo e amiamo. E tu, quale versione hai letto o intendi leggere?
