Nigra Sum Sed Formosa Tindari
Ammettiamolo. Abbiamo tutti delle preferenze un po'… particolari. Tipo, a me piace l'ananas sulla pizza. Lo so, lo so, è un sacrilegio. Ma mi diverto a far storcere il naso alla gente!
E poi c'è Tindari. E la sua frase, quella che fa tanto effetto: "Nigra sum sed formosa." "Sono nera, ma sono bella".
Ora, capiamoci. Di statue della Madonna ce ne sono a bizzeffe. Bionde, brune, con gli occhi azzurri, castani… Insomma, un campionario! Ma questa, a Tindari, è nera. E dichiara la sua bellezza. Che spudoratezza!
Okay, tecnicamente è fatta di legno scuro, probabilmente cedro. E il colore è dovuto al tempo, all'ossidazione, tutte quelle cose lì da storici dell'arte. Ma a me piace pensare che sia proprio lei a dirlo: “Ehi, sono come sono. E sono splendida.”
E qui arriva la mia opinione impopolare: non è che per caso questa Madonna nera è un po'… la nostra icona segreta di autoaccettazione?
Un'Idea Bizzarra, lo Ammetto
So cosa state pensando. "Ma che stai dicendo? È una statua religiosa! Non è un manifesto per l'autostima!" Probabilmente avete ragione. Ma lasciatemi sognare un po', okay?
Viviamo in un mondo ossessionato dall'apparenza. Filtri, Photoshop, chirurgia estetica… Sembra che se non sei perfetto, non vali niente. E invece, ecco Tindari che ci dice: “Ma va’ là! Sono scura, forse un po’ rovinata, ma non ho intenzione di nascondermi. Anzi, sono fiera di essere così!”
Non vi sembra un messaggio potente?
Certo, forse la Madonna non intendeva esattamente quello. Forse si riferiva a significati teologici profondi, questioni di fede, simbolismi complessi. Ma io, nel mio piccolo, preferisco leggerla così. Come un incoraggiamento a volerci bene, difetti compresi.
E poi, diciamocelo…
Non è che per caso, in fondo in fondo, siamo tutti un po’ come la Madonna di Tindari? Con le nostre imperfezioni, le nostre cicatrici, i nostri piccoli "difetti" che ci rendono unici?
E se provassimo, almeno per un giorno, a dire anche noi: "Sì, sono così. Nigra sum sed formosa"?
Magari il mondo non cambierà. Forse continueremo a usare i filtri di Instagram. Ma almeno avremo sorriso un po'. E avremo guardato noi stessi con un occhio un po' più indulgente. E, chissà, magari anche un po' più fiero.
Quindi, la prossima volta che vi sentite giù di morale, pensate alla Madonna di Tindari. E ricordate: siete neri, bianchi, alti, bassi, con le rughe o senza. Ma siete bellissimi. E non dovete chiedere il permesso a nessuno per crederlo.
E se qualcuno vi dice che vi sbagliate… beh, fategli assaggiare l'ananas sulla pizza!
