Dopo Giurisprudenza Non Voglio Fare L'avvocato
Uscire dall'università con una laurea in Giurisprudenza è un traguardo importante, spesso visto come la porta d'accesso alla professione forense. Tuttavia, sempre più neolaureati in Giurisprudenza si trovano a un bivio: "E ora che faccio? Ma voglio davvero fare l'avvocato?" La risposta, per molti, è un sonoro "no". Questo articolo esplorerà le ragioni dietro questa decisione, le alternative percorribili e le competenze acquisite durante il percorso di studi che rendono i laureati in Giurisprudenza appetibili in svariati settori, ben oltre il tradizionale tribunale.
Il Disincanto per la Professione Legale: Perché Non Voglio Fare l'Avvocato
Non è un segreto che la professione di avvocato, pur prestigiosa, possa presentare diverse sfide e disillusioni. Esistono diverse ragioni che portano un laureato in Giurisprudenza a rinunciare alla toga.
L'Eccessiva Concorrenza e la Difficoltà di Inserimento
Il mercato del lavoro legale è estremamente competitivo. Il numero di laureati in Giurisprudenza supera di gran lunga le posizioni disponibili negli studi legali, specialmente quelli di medie e grandi dimensioni. Trovare un praticantato retribuito (e ancor più, un lavoro stabile) può rivelarsi un'odissea, richiedendo un investimento di tempo ed energie che non tutti sono disposti a sostenere.
Inoltre, l'accesso alla professione è regolamentato da un esame di Stato particolarmente difficile e selettivo. Il tasso di successo all'esame negli ultimi anni è stato relativamente basso, aumentando l'ansia e l'incertezza per i futuri avvocati. Questo, combinato con gli anni di studio e la pratica obbligatoria, può generare un senso di frustrazione e scoraggiamento.
Le Dinamiche del Mercato Legale
Il mondo legale è in continua evoluzione. La digitalizzazione dei processi, l'automazione delle attività ripetitive e la crescente importanza delle soft skills stanno trasformando il modo in cui gli avvocati lavorano. Molti studi legali, soprattutto quelli più tradizionali, faticano ad adattarsi a questi cambiamenti, offrendo condizioni di lavoro precarie, ritmi estenuanti e stipendi non sempre all'altezza delle aspettative.
Inoltre, l'immagine dell'avvocato come figura indipendente e dedita alla giustizia si scontra spesso con la realtà di un mercato dove la competizione per i clienti e la pressione per raggiungere determinati obiettivi economici sono sempre più forti. Questo può portare a un senso di alienazione e a una perdita di idealismo, spingendo molti a cercare alternative più gratificanti.
Interessi Personali e Attitudini
Non tutti coloro che scelgono Giurisprudenza lo fanno con l'obiettivo specifico di diventare avvocati. Molti sono attratti dalla logica giuridica, dalla capacità di analizzare e risolvere problemi complessi, e dall'ampio spettro di conoscenze che questa facoltà offre. Durante il percorso di studi, possono scoprire passioni e interessi diversi, che li portano a esplorare altre strade professionali.
Ad esempio, un laureato in Giurisprudenza con una forte propensione per la tecnologia potrebbe orientarsi verso il diritto informatico o la data protection, oppure intraprendere una carriera nel settore IT, sfruttando le proprie competenze legali per la gestione di contratti, la compliance normativa e la protezione dei dati.
Le Alternative Alla Professione Forense: Un Mondo di Opportunità
Abbandonare l'idea di fare l'avvocato non significa rinunciare a valorizzare la propria laurea in Giurisprudenza. Anzi, si apre un ventaglio di possibilità in diversi settori.
Il Settore Pubblico
La pubblica amministrazione offre numerose opportunità per i laureati in Giurisprudenza. Dai concorsi pubblici per posizioni di funzionario amministrativo, giudice tributario, notaio (che richiede un ulteriore percorso formativo) fino alle posizioni specialistiche presso enti pubblici e autorità indipendenti. Le competenze acquisite durante gli studi, come la capacità di interpretare le leggi, redigere atti e gestire procedimenti amministrativi, sono altamente richieste.
Un esempio concreto è il ruolo di legal officer presso un'agenzia governativa, dove si è responsabili della verifica della conformità normativa, della redazione di pareri legali e della gestione del contenzioso. Oppure, la possibilità di lavorare presso un comune o una regione, occupandosi di urbanistica, appalti pubblici o tutela dell'ambiente.
Il Settore Privato
Le aziende, di tutte le dimensioni, hanno bisogno di professionisti con competenze legali per gestire i contratti, tutelare la proprietà intellettuale, assicurare la compliance normativa e gestire il contenzioso. Il ruolo di legal counsel o compliance officer è sempre più ricercato, specialmente nelle multinazionali e nelle aziende che operano in settori regolamentati come la finanza, l'energia o le telecomunicazioni.
Un altro esempio è il settore assicurativo, dove i laureati in Giurisprudenza possono lavorare come liquidatori di sinistri, consulenti legali o underwriter, valutando i rischi e gestendo le polizze assicurative. Oppure, il settore immobiliare, dove possono occuparsi della gestione di contratti di locazione, compravendita e sviluppo immobiliare.
Le Organizzazioni Internazionali e le ONG
Le organizzazioni internazionali come l'ONU, l'UE e il Consiglio d'Europa offrono opportunità di lavoro nel campo dei diritti umani, del diritto internazionale e della cooperazione allo sviluppo. Le ONG che operano a livello nazionale e internazionale hanno bisogno di professionisti con competenze legali per la tutela dei diritti dei migranti, la lotta alla discriminazione e la promozione della giustizia sociale.
Lavorare in questo settore richiede spesso una specializzazione post-laurea in diritto internazionale o diritti umani, nonché una buona conoscenza delle lingue straniere e una forte motivazione per la difesa dei valori fondamentali.
Il Giornalismo e la Comunicazione
La laurea in Giurisprudenza fornisce una solida base per intraprendere una carriera nel giornalismo, specialmente quello investigativo o legato a temi legali e politici. La capacità di analizzare documenti, interpretare le leggi e comunicare in modo chiaro ed efficace sono competenze preziose per un giornalista.
Molti laureati in Giurisprudenza trovano impiego anche nel settore della comunicazione, come addetti stampa, copywriter o consulenti di comunicazione, sfruttando le proprie competenze legali per la gestione della reputazione aziendale, la comunicazione di crisi e la tutela della proprietà intellettuale.
Le Competenze Acquisite in Giurisprudenza: Un Valore Trasversale
Anche se non si intraprende la professione di avvocato, le competenze acquisite durante gli studi in Giurisprudenza rimangono un valore aggiunto in qualsiasi ambito professionale.
Capacità di Analisi e Risoluzione dei Problemi
La Giurisprudenza insegna a pensare in modo critico, ad analizzare i fatti, a identificare i problemi e a trovare soluzioni basate su una solida argomentazione giuridica. Questa capacità di problem solving è altamente apprezzata in tutti i settori, dalla finanza al marketing, dall'IT alla gestione delle risorse umane.
Comunicazione Efficace
Gli studenti di Giurisprudenza imparano a comunicare in modo chiaro, conciso ed efficace, sia oralmente che per iscritto. La capacità di redigere atti legali, presentare argomentazioni convincenti e negoziare accordi sono competenze fondamentali in qualsiasi contesto professionale.
Pensiero Logico e Argomentativo
La Giurisprudenza sviluppa il pensiero logico e la capacità di costruire argomentazioni coerenti e persuasive. Questa competenza è essenziale per prendere decisioni informate, risolvere conflitti e influenzare gli altri.
Conoscenza del Diritto e del Contesto Normativo
Anche se non si applica direttamente il diritto in tribunale, la conoscenza del contesto normativo è un vantaggio in molti settori. Comprendere le leggi, le regole e le normative che regolano le attività economiche e sociali è fondamentale per prendere decisioni responsabili e minimizzare i rischi legali.
Conclusione: Scegliere con Consapevolezza e Fiducia
La decisione di non fare l'avvocato dopo la laurea in Giurisprudenza non è un fallimento, ma una scelta consapevole e ponderata. È importante valutare i propri interessi, le proprie attitudini e le opportunità che offre il mercato del lavoro, senza farsi condizionare da stereotipi o aspettative altrui.
Le competenze acquisite durante gli studi in Giurisprudenza sono un patrimonio prezioso che può essere valorizzato in molti settori. Esplorare le diverse alternative, specializzarsi in un'area di interesse e sviluppare le proprie soft skills sono passi fondamentali per costruire una carriera soddisfacente e di successo.
Non abbiate paura di sperimentare e di reinventarvi. Il mondo è pieno di possibilità, e la vostra laurea in Giurisprudenza è un ottimo punto di partenza per un viaggio entusiasmante. Credete in voi stessi e nelle vostre capacità. Il futuro è nelle vostre mani.
